Allattamento al seno, il governo inglese paga le mamme che allattano i figli fino al sesto mese

Non ha mancato di suscitare polemiche la decisione del governo britannico di pagare con dei buoni da 200 sterline, da spendere in negozi e supermercati, un gruppo di mamme inglesi per incoraggiarle ad allattare i propri bambini al seno. Il progetto riguarda circa 130 neo-mamme del South Yorkshire e del Derbyshire che si sono impegnate a nutrire i propri bambini con il loro latte fino al sesto mese di vita.

L’iniziativa è portata avanti dall’Università di Sheffield e ha come obiettivo finale quello di contrastare la reticenza delle donne, in alcune aree depresse del paese, ad allattare al seno i propri bambini sia in pubblico che in casa per motivi di pudore.

Il contributo statale, inoltre, ha anche l’obiettivo di fornire un aiuto economico alle famiglie alle prese con le spese per la nascita di un figlio.

Non appena apparsa sui principali media nazionali, la notizia ha scatenato un vespaio di polemiche legate all’opportunità di pagare delle donne per un’azione tanto naturale come allattare il proprio bambino. Il governo, nonostante tutto, sembrerebbe intenzionato, in caso di successo, ad allargare l’esperimento su scala nazionale, in quanto, è stato calcolato un risparmio per il sistema sanitario nazionale di circa 40 milioni di sterline in caso di successo della sperimentazione. L’allattamento al seno su vasta scala, infatti, porterebbe ad una diminuzione dei problemi di asma, delle allergie e ad un miglioramento delle difese immunitarie e delle capacità visive dei bambini.

In Italia il problema della maternità è molto più esteso e complicato poichè non riguardo solo la questione dell’allattamento al seno, ma, coinvolge l’intero sistema delle politiche nazionali per la maternità. Politiche carenti sotto tanti punti di vista, che costringono le mamme a ritornare troppo presto a lavoro rendendo la scelta di utilizzare il latte artificiale, una scelta forzata.

 

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