La campana: un gioco del passato per i bambini di oggi

gioco campana

Quante volte si parla del passato come di tempi così lontani da sembrare quasi irreali? Quante volte, durante una festa o un ritrovo di famiglia, si raccontano le avventure di quando si era bambini, di come si giocava e di come si trascorreva il tempo?

Bambini di ieri e bambini di oggi a confronto

I bambini di ieri, quelli che oggi sono diventati genitori e nonni avevano una vita completamente diversa da quella di ora. Non c’era tecnologia e social network, non c’erano tablet e smartphone dall’età di cinque anni.

Il gioco era all’aria aperta, sotto casa o nel quartiere vicino. I giochi erano improvvisati e semplici, ma quasi sempre di gruppo. Si faceva squadra, non c’era individualismo.

Oggi i bambini vanno all’asilo nido già dai primi mesi, a due anni giocano con il telefonino e se possono uscire fuori casa lo fanno con l’occhio vigile di un adulto.

Un gioco del passato da proporre ai bimbi di oggi

Passato e presente possono mescolarsi insieme attraverso il gioco. Con nuovi stimoli per i bambini di oggi, che arrivano proprio dai passatempi che si facevano anni fa, è possibile stimolare i nostri figli e farli divertire in maniera diversa. Qualche esempio?

Uno su tutti, il gioco della campana non passa mai di moda. In ogni paese ha un nome diverso ma è sempre lo stesso gioco.

Servono gessetti per dipingere l’asfalto, un sassolino e un gruppo di bambini con voglia di ridere. Si disegnano sette caselle a terra. Le prime 3 vanno disegnate di seguito, le successive due affiancate, di fila in verticale la sesta casella e l’ultima più grande con una forma più arrotondata. Ogni bambino deve saltare con una gamba sola, divaricate le gambe nelle caselle vicine e ripetere il gesto fino alla settima casella. Terminata la fila si fa un giro e si ritorna indietro seguendo il percorso al contrario. Se si utilizza il sasso il gioco diventa più difficile, per i bimbi più grandi. Si tira il sasso sulla prima casella e il bambino del turno deve saltare evitando di toccarla. Chi tocca la casella senza saltare, ha la penitenza.

Divertente, vero? E allora non dimentichiamo questo gioco del passato, che da felicità anche ai bambini di oggi. 

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