Cesare Cremonini racconta la storia di Lavinia

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Ci sono storie che scaldano il cuore, storie di forza, determinazione, amore per la vita. Questa storia parla proprio di questo, ma soprattutto di Lavinia una bambina nata prematura il 24 dicembre 2014 e data per spacciata dai medici.

Contro ogni previsione Lavinia ha però lottato e ha stupito tutti con un’incredibile energia. Ad aiutarla durante il periodo passato nell’incubatrice in Terapia Intensiva sono state le canzoni del cantante italiano Cesare Cremonini, che oggi la omaggia in un post di Instagram e sottolinea l’importanza della musica come terapia.

La storia di Lavinia e l'importanza terapeutica della musica

La nascita di Lavinia, proprio la Vigilia di Natale, sembrava quasi far presagire la sua volontà di non arrendersi di fronte a nulla. La bimba è stata partorita dopo sole 23 settimane di gestazione, in condizioni di estremo rischio.

Secondo i medici non sarebbe dovuta nemmeno nascere viva, dato lo scarso sviluppo del feto, ma il parto si è concluso per il meglio. Sebbene le aspettative di vita non erano molte Lavinia non ha mai smesso di lottare e dopo la nascita si è sempre dimostrata una forte incredibile di energie e voglia di vivere.

Per agevolare e terminare lo sviluppo necessario a sopravvivere, la bambina è stata intubata e messa in incubatrice, presso il reparto di Terapia intensiva del Sant’Orsola di Bologna. Lì è rimasta circa quattro mesi durante i quali ad accompagnarla in questa lotta è stata proprio la musica, in particolare le canzoni del cantautore bolognese Cesare Cremonini.

Oggi Lavinia ha 3 anni ed è un vulcano di vitalità, al contrario delle aspettative dei medici e il suo recupero non solo ci fa provare riconoscenza nei confronti della medicina, che le ha permesso di sopravvivere grazie alle cure adeguate, ma ci fa anche riflettere sull’importanza di una cosa semplice come la musica anche in campo medico. Si può parlare di musicoterapia?

L'omaggio di Cesare Cremonini

Sulla questione interviene proprio Cesare Cremonini, che in un post su Instagram omagga la piccola e forte Lavinia ricordando la sua nascita miracolosa e il suo recupero incredibile. Affermando poi di voler prima o poi conoscere la bambina, Cremonini parla di musicoterapia.

È stata proprio un’infermiera del Sant’Orsola a proporre ai genitori di Lavinia questa terapia, recentemente sottoposta a molti studi medici per capirne il funzionamento e l’efficacia. La musica non sarebbe affatto stata una soluzione definitiva ai loro problemi, ma avrebbe potuto aiutare almeno dal punto di vista emotivo sia loro che Lavinia.

E così è stato. I giorni di Lavinia in incubatrice sono stati scanditi dalle canzoni di Cremonini, trasmesse da alcune piccole casse sterili poste proprio nella culla. La musica ha in qualche modo agito sul sistema nervoso della piccola e l’ha accompagnata in questa strenua lotta per la sopravvivenza. Il cantante esprime ora il suo desiderio di fare la conoscenza con questa piccola guerriera, per vedere di persona la prova tangibile di quanto la musica sia uno strumento potente e colei che ha vinto la propria battaglia grazie alle sue canzoni.

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Oggi Lavinia adora tutta la musica, non solo quella del cantante bolognese, e grazie al talento che ha dimostrato nei primi anni di vita già segue lezioni private.

Usare la musica come terapia

Questa notizia fa certamente riflettere sull’importanza di affiancare alle normali terapie mediche, che non possono essere sostituite, alle terapie sperimentali come la musicoterapia.

Gli stessi medici e scienziati stanno cercando di capire quanto la musica possa influire sul benessere e la guarigione di un paziente. A spiegare l’influsso benefico della musica sui bambini prematuri è la dottoressa Piera Bergomi del Policlinico San Matteo di Pavia. La musica può influire sullo sviluppo neuronale del neonato, può dare piacere e diminuire lo stress del ricovero.

Gli esatti effetti che ha avuto questa terapia su Lavinia non sono ancora stati individuati a livello scientifico, ma è chiaro che la musica ha avuto una parte importante nella sua lotta e che potrà rappresentare la stessa fonte di energie anche per molti altri piccoli pazienti.

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