Chiamateci mamme equilibriste, siamo le mamme d'Italia!

Lavorare (senza nemmeno la pretesa di fare carriera) e avere una famiglia nell'Italia di oggi, per una donna, sono due termini che difficilmente stanno bene insieme nella stessa frase. Non è solo un luogo comune, un pregiudizio, ma una vera e propria realtà con cui gran parte delle donne del nostro Paese si trova a convivere. Tanto da essere ribattezzate "mamme equilibriste", un appellativo che calza loro davvero a pennello.

Questi sono i dati che emergono dal rapporto di Save The Children, Le equilibriste – da scommessa a investimento: maternità in Italia, diffuso nei giorni scorsi.

Tutte le responsabilità sulle spalle delle mamme

Nonostante l'età anagrafica in cui si diventa madri è abbastanza eterogenea (la media delle età materna è di 31 anni e mezzo), le difficoltà che si riscontrano nel mondo del lavoro, così come nella conciliazione dei tempi professionali e familiari, sono molto omogenee: la cura e l'affidamento dei figli, così come dei genitori anziani, grava per la stragrande maggioranza sulle spalle delle donne.

Le donne, quindi, si trovano a dover svolgere i lavori di cura, pesanti e non retribuiti, e a pagarne le conseguenze nel momento dell'ingresso nel mondo del lavoro.

Mamme equilibriste, ma a quale prezzo?

A livello mondiale, nella classifica di parità di genere nel mondo del lavoro il nostro Paese occupa la 111sima posizione… Che, tradotto in numeri, significa che una donna su due, di età compresa fra i 25 e i 64 anni, non lavora, a fronte di una donna su tre del resto d'Europa.

Le mamme, in particolare, sono quelle chiamate a fare i maggiori sacrifici nel mondo del lavoro: se quasi il 59% delle donne fra i 25 e 49 anni madri di un solo figlio lavora, le percentuali diminuiscono all'aumentare del numero dei figli.

Le bi-mamme che riescono a lavorare sono il 54,2% mentre le madri di tre figli sono solo il 40,7%. Una mamma su tre che lavora sceglie il part time.

Conclude questa non certo rosea carrellata sul mondo del lavoro al femminile il dato delle donne che sono state licenziate per via di una gravidanza: 8,4%.

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