Correte a consolare i vostri bimbi! L'autoconsolazione non aiuta

autoconsolazione

Sono numerosi i puericoltori che in passato hanno sostenuto che il metodo del self soothing (autoconsolazione) fosse la soluzione ideale per consentire ai bambini, nel loro primo anno di vita, di imparare autonomamente ad addormentarsi o a riaddormentarsi (qualora si sveglino durante la notte) nella massima serenità. Oggi questa tecnica è stata profondamente criticata alla luce delle nuove conoscenze pediatriche.

I sostenitori del self soothing ritengono che i genitori debbano collocare nella culla i propri figli quando sono molto assonnati, ma ancora svegli. In tal modo i bambini impareranno ad addormentarsi da soli, senza dipendere dagli stimoli offerti da mamma e papà. Se nel corso della notte il loro ciclo di sonno si interrompe, essi sapranno autoconsolarsi, ad esempio ciucciando il proprio pollice.

Perché l'autoconsolazione non può funzionare

In realtà il meccanismo autoconsolatorio può avere luogo solo nel caso in cui i bambini, nel corso della notte, non abbiano esigenze di sorta. Il che è abbastanza improbabile. Va rilevato, infatti, che i bambini (non troppo diversamente dagli adulti) si svegliano per una vasta gamma di ragioni:

  • si sentono soli e hanno bisogno di protezione
  • hanno qualche colichetta e provano dolore
  • sta spuntando loro un dentino e provano dolore
  • hanno sentito un rumore
  • hanno fame
  • hanno fatto un incubo
  • sono stati infastiditi da troppa luce
  • hanno fatto un bisognino e vogliono essere puliti

E allora, cosa fare?

Se l’adulto può risolvere con un’azione mirata qualsiasi problema gli si presenti, il bambino, invece, non può fare altro che piangere e invocare un aiuto esterno.

Insomma se l’interruzione del sonno è determinata da un fastidio o da una mancanza, non c’è autoconsolazione che tenga. Per cui, care mamme, non spazientitevi e accorrete a consolare i vostri bambini, perché hanno assoluto bisogno di essere rassicurati con il vostro amore.

51 comments

  1. Morena Sardella 6 maggio, 2016 at 10:49 Rispondi

    Sempre consolato e coccolato nn l’ho mai fatto piangere e adesso che inizia a capire,gli sto insegnando quello che si fa e non,x adesso va bene.Anche se li viziamo un po’ i nostri figli nn fa male,l’importante è insegnargli l’educazione.

  2. Chiara Giacomini 6 maggio, 2016 at 11:46 Rispondi

    Che sia finalmente anche sfatato il mito del “lasciateli piangere che fanno polmoni!” e “non prendeteli in braccio perché li viziate.”
    Nel primo anno di vita i bambini non fanno i capricci ma hanno solo ed esclusivamente un bisogno fisiologico che consiste nel contatto fisico!!! Basta con queste storie inutili dei vizi ecc ecc e ascoltiamo di più i nostri piccoli e i loro bisogni.

  3. Ilaria Pasi 6 maggio, 2016 at 12:33 Rispondi

    Posso fare una domanda da neonamma inesperta? Li consolate anche quando fanno finta di piangere? Non so mai che fare, si lamenta appena mi allontano ma non ha nulla che non va anzi sotto sotto si vede che è serena. Sta di fatto che non posso essere presente ogni secondo. 😓😅😓😅😓😅

  4. Vincenza Gaudio 6 maggio, 2016 at 13:46 Rispondi

    Il mio ha 5 anni e ancora lo consolo e coccolo …mio padre e mio marito dicono che devo allontanarlo un po ‘ , ma non hanno capito niente . Io sono la sua pillina e lui il mio pillino ♡♡♡♡

  5. Melissa Capuano 7 maggio, 2016 at 00:40 Rispondi

    Il mio piccolo ha 3 mesi e mezzo ed è sempre con me, dorme abbracciato a me anche di notte nel lettone. Ho capito che nn riesce a stare solo, si sente serenonsolo quando è fra le braccia. Mio marito dice che esagero, che lo faró diventare un mammone rammollito e se lo sente piangere mi dice di lasciarlo piangere che prima o poi impara a stare tranquillo. io non ci riesco, non è giuato..poi ogni.pianto ha il suo perchè. A staccarsi ci penserá l’età..io ora me lo coccolo il mio cucciolo, lo amo troppo. <3 <3

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