Costretta a licenziarsi dopo la nascite delle gemelle premature

costretta a licenziarsi dopo la nascita delle gemelle

La quarantunenne Paola, dopo aver partorito due gemelle (tra l’altro nate premature) ha chiesto all’azienda presso cui lavorava dal 2007 (con contratto a tempo indeterminato) di usufruire della formula part-time, ma la risposta è stata negativa; i suoi superiori, infatti, le hanno detto che il suo lavoro non poteva essere svolta in 4 ore al giorno. Per questo è stata costretta a licenziarsi, per poter continuare a fare la mamma.

Paola, costretta a licenziarsi dopo la nascita delle gemelle premature

Per questo motivo Paola ha deciso di licenziarsi e di dedicarsi all’accudimento delle piccole, non potendole lasciare al nido né potendole affidarle ai nonni (a causa dell’età avanzata).

In realtà la donna aveva subito pressioni già in occasione della nascita della sua prima figlia e delle successive tre gravidanze che non è riuscita a portare a termine.

Mamma costretta a licenziarsi, parla la consigliera Sonia Alvisi

Sulla questione è intervenuta anche la consigliera di parità Sonia Alvisi, la quale ha dichiarato: “Ho cercato di trovare un accordo con l’azienda ma la chiusura è stata totale. Non ne hanno voluto sapere. Purtroppo non è una novità, anche se questo non consola”. 

paola spadoni contretta a licenziarsi

24 comments

  1. Ester Pomelli 7 marzo, 2017 at 21:48 Rispondi

    A questo punto visto che l’azienda non dà la possibilità di una riduzione orario dovrebbe esserci una legge che è l’azienda stessa a licenziare in modo che così ci sia un aiuto alla famiglia con l’assegno di disoccupazione.

    • Cristina Papa 8 marzo, 2017 at 13:31 Rispondi

      C’è una legge che tutela fin quando il bimbo non ha un anno e se ti licenzi hai diritto comunque alla disoccupazione perché è una giusta causa dovuta a un minore solo che bisogna licenziarsi davanti all’ispettorato del lavoro

  2. Sonia Sonietta 7 marzo, 2017 at 22:19 Rispondi

    Si ma c’è una legge che le aziende non possono rifiutare un part time ad una madre
    Ne aveva diritto fino a 3 anni
    E comunque in italia è l’unico paese dove nel mondo del lavoro se fai un figlio vieni condannata
    Facciamo schifo in tutto

  3. Tania Tavor 7 marzo, 2017 at 22:20 Rispondi

    E invece di fare manifestazioni allattando d’inverno sulle piazze( che nessuno lo mai vietato) non è meglio ad organizzarsi e fare manifestazioni contro atteggiamenti del genere! Non accontentarsi di posto sul pullman per chi allatta( che c’è già) ma chiedere la legge che tutela le mamme indifferentemente se allattano al seno o con biberon!!!! Chiedere la legge che in caso di non rispetto obbliga datore di lavoro a mantenere la mamma per un periodo…. ! Chiedere maternità obbligatoria almeno fino sei mesi ( invece di tre) !!!!!

  4. Marta Zaninelli 7 marzo, 2017 at 22:36 Rispondi

    Sembra la mia storia. Un lavoro nel turismo che adoravo, contratto a tempo indeterminato, resto finalmente incinta dopo 2 anni e mezzo di tentativi. Al sesto mese minaccia di parto prematuro, maternità anticipata dall’oggi al domani, i capi non l’hanno presa bene. Risultato: ho chiesto il part time quando mia figlia aveva 5 mesi, mi rispondono con un no 10 giorni prima di rientrare, 5 mesi più tardi. Non avevo nessuno che mi aiutasse (nonni anziani e marito che x lavoro sta a casa solo nel weekend). Nel frattempo non mi parlano, non rispondono alle mie telefonate, a malapena rispondono alle email. Avevano preso un sostituto uomo e speravano che me ne andassi x prendere lui ed evitare altre gravidanze e rogne future. Mi sono licenziata, è stata la decisione più difficile della mia vita, ho pianto tanto ma lo rifarei. Ho potuto crescere mia figlia, vedere tutti i suoi progressi, farle da mamma e anche un po’ da papà visto che lo vede poco. Ma se ci ripenso ancora mi arrabbio tantissimo. Ah, il sostituto non li sopportava e non ha accettato il posto di lavoro, li ha piantati in asso in altissima stagione anche lui.

  5. Sara 8 marzo, 2017 at 01:11 Rispondi

    A fine mese devo tornare a lavoro lasciando la mia piccola di 5 mesi. Sinora sono riuscita a rimanere a casa perché mi son fatta fare certificati per stress ma non posso proseguire. Il datore mi aveva già proposto il licenziamento e tutto questo è davvero assurdo. Concordo con chi dice che dovremmo unirci…magari in ogni regione creare delle associazioni. ..

  6. Valerio Governali 8 marzo, 2017 at 09:16 Rispondi

    L’Italia e gli italiano hanno molto da imparare. Le madri e i padri sono i più motivati a far bene a lavoro, devono mandare avanti una famiglia. E invece gli “imprenditori”, se così li vogliamo chiamare, per non adempiere a ciò che la legge impone fanno mobing e mandano le lavoratrici a casa. BASTA! Fermiamo questo scempio! Io, come membro della commissione sicurezza dell’ordine degli ingegneri metto a disposizione di tutte/i i lavoratori/rici la mie competenze e quelle dei miei collaboratori. FERMIAMO QUESTI DELINQUENTI.

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