Crescere senza pannolino, si può?

Quando si parla di puericoltura, inevitabilmente, il discorso passa dai pannolini: che siano i comunissimi usa e getta o lavabili, non c’è mamma che non impari ben presto a “impannolinare” a dovere il suo cucciolo.

Pulire le intimità ed alleviare gli arrossamenti con le creme sono solo alcune delle consuete attività che incombono su una neomamma e, ahimè, le problematiche che si presentano più passa il tempo: si avvicina l’ora dello spannolinamento che per alcuni è traumatico, per non parlare del guidare il bambino a imparare a gestirsi anche di notte.

Insomma, il pannolino rappresenta una comodità, ma presto anche un fardello di cui mamma e bambino devono sbarazzarsene.

Per molti, la strada è questa: ma non per tutti.

Sono, infatti, in numero sempre maggiore le mamme che intraprendono l’EP, Elimination Communication, cioè un’educazione precoce e assistita al vasino.

I sostenitori di questa teoria ritengono  che il bambino, anche di qualche mese, prima di liberarsi del superfluo, assuma delle espressioni o faccia dei movimenti in maniera spontanea.
Il genitore, studiando questi gesti e imparando a riconoscerli, può anticipare il bambino e metterlo sul vasino dove, opportunamente assistito, potrà fare i suoi bisogni.
Naturalmente, i gesti e le espressioni del bambino non sono mirate a comunicare alcunché, ma sono solo assunti inconsapevolmente.

Il grosso vantaggio è quello di lasciare respirare la pelle del bambino, libero da ogni contatto con i pannolini, e prevenire le tanto comuni irritazioni e arrossamenti.

Naturalmente, anche l’ambiente ne beneficia: è evidente che questa pratica permette di risparmiare quintali e quintali di immondizia.

Di contro, il percorso è tutt’altro privo che ostacoli: impone un assiduo contatto con il bambino (giorno e notte), un periodo di interpretazione dei segnali e anche di gestione dei tempi per portare in tempo il bimbo al bagno.

Comunque, se vi sembra un’utopia, sappiate che sono numerose le testimonianze in rete e, se vorrete cimentarvi anche voi, chissà: tentar non nuoce!

 

 

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