"L'Italia non è un Paese per mamme":Emauela Grimalda si racconta

Emanuela Grimalda, attrice di fiction, cinema e teatro è diventata da pochi mesi mamma del piccolo Giaime.

"Ho lasciato il mondo delle fiction per stare con mio figlio"

Ve la ricordate? Era la “Ave” di “Un medico in famiglia” e per anni ha fatto parte del cast di questa fortunata serie, ma da quando il bimbo è arrivato a riempire la sua vita, Emanuela Grimalda ha preferito svincolarsi da un impegno così a lungo termine.

Ed Emanuela, che oggi vive a Roma, racconta di come sia cambiata la sua vita, ma soprattutto conferma ancora una volta (e come se ce ne fosse bisogno) che l'Italia ha davvero tante lacune nel campo delle politiche familiari.

"L'Italia non è un paese per mamme"

Anzi, la maggior parte dell'assistenza alla neo mamma viene dalla famiglia stessa, e chi non ne ha una in grado di offrire il giusto sostegno rischia davvero di trovarsi in grande difficoltà.

Però l'attrice non è donna da farsi abbattere, e sta addirittura scrivendo una pièce teatrale sulle difficoltà che incontrano le mamme, e conoscendola sarà assolutamente imperdibile.

Insomma, nonostante tutto prendiamola a ridere!

emanuela-grimalda-mamma

35 comments

  1. Angela MariaPia 9 agosto, 2016 at 13:22 Rispondi

    Non ditelo a me…sono titolare di un bar…ho detto tutto..e se non fosse per la mia famiglia credo che a un figlio neanche ci avrei pensato…le mamme lavorano per assicurare un presente e un futuro migliore ai figli

  2. Mihaela Teleptean 9 agosto, 2016 at 13:58 Rispondi

    Guardate io amo l’Italia… a me personalmente ha dato tantissimo e continua a farlo ma per quello che riguarda la maternità mi ha tolto tanto, tantissimo…. costretta a rientrare a lavoro con mio figlio di soli 3 mesi altrimenti avrei perso il posto… assurdo… ho perso alcuni dei momenti più importanti della vita di mio figlio… i primi passi per esempio…. La Romania sarà pure indietro di anni rispetto all’Italia ma lì le neomamme hanno 2 ANNI di maternità pagati al 100% ed un anno di nido GRATIS dai 2 ai 3 anni del bambino… Ora sono di nuovo incinta e cercherò di rimandare il più possibile il rientro al lavoro..

  3. LA Yle Nicholas 9 agosto, 2016 at 14:56 Rispondi

    È vergognoso sono mamma da 5 mesi , ho dovuto denunciare il mio titolare perché non mi ha più dato stipendi da quando sono entrata in maternità anticipata, ora prendo la disoccupazione x giusta causa e fino ai 18 mesi posso stare con il mio piccolo !!! Ma non è giusto almeno fino a 1 anno dobbiamo avere il diritto di stare con i nostri bambini@!!

  4. Katia Giacopello 9 agosto, 2016 at 15:08 Rispondi

    Purtroppo in Italia fare figli viene visto come un problema non una risorsa. Anche io ho dovuto scegliere tra formare una famiglia o tenermi il lavoro .La mia professione come tecnico di restauro dei monumenti ha poche tutele , sui ponteggi con una gravidanza a rischio non è possibile andare , e sei costretta ad abbandonare il lavoro già i primi mesi e senza maternità perché sono sempre esistiti contratti precari a progetto o con partita iva e se hai bisogno devi tornare a lavorare per forza dopo pochi mesi altrimenti non sei più considerata.

  5. Ioana Popovici 9 agosto, 2016 at 15:21 Rispondi

    Lasciare un bambino a tre mesi e crudele io non lavoro più da quando ho mio figlio tornerò a lavorare appena lui andrà alla materna. In Italia il congedo di maternità e una vergogna invece in Norvegia c’è 36 mesi con il 100% di retribuzioni o 46 mesi con 80%
    Questo è un paese che pensa cosa è meglio per mamma e nascituro.

  6. Samantha Masarà 9 agosto, 2016 at 15:38 Rispondi

    Siamo un paese di retrogradi e grazie, soprattutto, a chi c’è stato prima di noi come lavoratori. Mia mamma mi ha sempre detto che il datore di lavoro o “padrone” cm lo chiama lei, ha sempre ragione!!! Un ca@@o, io ho i miei diritti, tipo di fare una pausa di 5 minuti ogni ora, ma no, bisogna farne una di tre nella giornata x nn far vedere che sono una fannullona!! Per poi cosa sentirmi rispondere ad una mia richiesta di entrata posticipata di mezz’ora (recuperandola in pausa pranzo) xkè incinta e distante 35km dal posto di lavoro? Se nn si sente bene stia a casa in mutua!!!
    In Romania 2 anni di maternità retribuita al 100% e il nido pagato dai 2 ai 3 anni e noi diciamo che sn terzo mondo!!! Purtroppo x me è tardi andate all’estero, ma “obbligherò” i miei figli a farlo!!

    • Gafencu Mario Ioana 9 agosto, 2016 at 16:15 Rispondi

      ..Lo dice il terzo mondo chi non è mai stato e non conosce..perche tante volte la Romania in se viene giudicata in base ai certi fenomeni che arrivano in Italia e che non si sanno comportare bene.Senza cattiveria e senza nulla togliere a nessuno..

  7. Daniela Micheli 9 agosto, 2016 at 15:44 Rispondi

    Se guardiamo sono sicuramente le donne extracomunitarie ad avere maggiore agevolazioni che le italiane. Io ho avuto 2 bimbi ho lavorato in entrambi i casi sino al giorno del parto sono libera professionista non ho la maternità e non posso usufruì di agevolazioni per reddito di mio marito non mio. Io lavoro per pagare la tata ai miei figli questa purtroppo è l Italia

    • Sara Rabino 10 agosto, 2016 at 23:09 Rispondi

      Sono nelle stesse tue condizioni. Se stai a casa non solo non prendi nulla ma se lasci aperta la partita Iva devi continuare a pagare i contributi. Ma come faccio a pagarli se sono a casa? È uno schifo

  8. Cristina Lagotto 9 agosto, 2016 at 18:16 Rispondi

    Io sono ritornata a lavorare una settimana dopo che è nata la mia seconda bimba….della prima un mese dopo…lavoro al mercato quindi nn avendo tempo per restare a casa me le sono portate dietro… tutte e 2 tempo permettendo…ho preso i soldi della maternità dall imps ma tra pannolini e latte in polvere sono sfumati subito😂😂😂😂😂

  9. Sara Muzic 10 agosto, 2016 at 10:56 Rispondi

    L’Italia fa schifo sotto molti aspetti (a meno che tu non sia un’immigrato, allora tranquillo che hai tutti i privilegi), purtroppo è da molto che sono veramente schifata di come viene portato avanti questo paese, io sono riuscita a resistere fino ai quasi 2 anni di mia figlia prima di tornare al lavoro, ma avevo la disoccupazione e per fortuna due famiglie, che ci aiutavano se avevamo bisogno, ma se non c’erano loro, col piffero che potevo fare una cosa del genere. Ora sono rientrata nella fabbrica dove lavoravo prima, lavoriamo su 3 turni ed avendo una bimba sotto i 3 anni non dovrei fare le notti… ecco appunto non dovrei, invece le faccio perché non interessa a nessuno, oltretutto quando l’ho fatto presente mi è stato detto che se mi andava bene ok, altrimenti li è la porta… questo è solo un piccolo esempio della nostra Itala.

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