I genitori di Charlie Gard: “Nostro figlio non andrà negli USA”

genitori di Charlie Gard

Sembra essere giunta al termine la triste vicenda di Charlie Gard, il bimbo affetto da sindrome da deplezione mitocondriale, una rarissima malattia degenerativa che provoca il progressivo deperimento dei muscoli. I genitori di Charlie Gard, dopo mesi di lotta e di battaglia legale, hanno rinunciato all'idea di portare il figlio negli USA per una nuova cura poiché ormai è passato troppo tempo, e la malattia è arrivata ad un punto troppo avanzato per essere bloccata.

I genitori di Charlie Gard: "Un nuovo angelo nel cielo"

Dopo il divieto di trasferimento di Charlie Gard da parte del governo britannico i genitori hanno ormai accettato l'idea di utilizzare cure palliative per permettere al figlioletto di morire senza soffrire e con dignità. Il 4 agosto il piccolo compirà un anno, ma probabilmente non vedrà mai quel giorno. Il papà ha detto che per il figlio è giunto il momento di volare in cielo come un angelo, mentre la mamma ha spiegato in tribunale che voleva solo dare una nuova chance a Charlie.

Una fondazione nel nome di Charlie

Il piccolo Charlie Gard però continuerà a far sentire la sua voce tramite una fondazione che i genitori, Chris Gard e Connie Yates, hanno intenzione di aprire in onore del loro piccolo angelo pronto a spiccare il volo verso il cielo.

16 comments

  1. Caterina Arcuri 25 luglio, 2017 at 13:15 Rispondi

    Bo!!! A me sta storia non convince!!! C’era fretta X non staccare la spina ora che era arrivata la soluzione è tardi X le cure…a me sembra una grande cazzata!!! Hanno raccolto un milione di euro e ciaone…che schifo!

  2. Elisa Lucignolo 25 luglio, 2017 at 13:24 Rispondi

    Ma vi rendete conto di quello che scrivete? Ma vi informate? E che cazzo! Da l’America dove c’era la possibilità di fare la cura sperimentale è stato riscontrato che i danni del bimbo sono ormai irrecuperabili. I soldi che hanno raccolto vengono usati per la ricerca di questa malattia. Non andate a pensare subito a male.

  3. Manuela Zuddas 25 luglio, 2017 at 13:33 Rispondi

    Mi sembra strano che si siano resi conto solo ora che ha grossi danni cerebrali e non si possa fare nulla. Ora è tardi per le cure hanno detto, perché prima? Che strana questa storia.

    • Teresa Placidone 25 luglio, 2017 at 14:27 Rispondi

      Infatti!! Fino ad una settimana fa i genitori erano decisi ad andare avanti con le pratiche legali per assicurare le cure al bimbo ed ora tutto ad un tratto non c’è più tempo, non ci sono più speranze!! Mah!! Maledetto quello schifo di ospedale perché la colpa è tutta sua che ha tenuto in ostaggio il bambino impedendo ai genitori di portarlo negli USA, ma i genitori non dovevano perdere la speranza!! Sono arrivati fin qui e dovevano tentare!! Non condivido la loro decisione 😢

  4. Fata Dei Sogni 25 luglio, 2017 at 13:37 Rispondi

    Le cure avrebbero dovuto esser praticate entro due mesi da quando il caso del bimbo era stato disaminato dai medici americani. Ora il danno cerebrale e’ irreversibile grazie a quei coglioni che hanno ostacolato la cura sperimentale, uccidendo la speranza. :(

    • Serena Mametti 25 luglio, 2017 at 15:03 Rispondi

      Lo era da sempre un danno irreversibile o cmq un danno da non permettere una vita degna di essere vissuta… Oltre alla sindrome che già aveva prima dell encefalite grave che lo ha colpito!!! Purtroppo non viveva ma era mantenuto in vita da una macchina e era solo una possibile cavia per cure sperimentali che portano anche a sofferenza! Che dio li benedica finalmente che hanno deciso di lasciare volare questo piccolo angioletto in pace!

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