Rischia il carcere per una buona azione nei confronti di una migrante incinta

Una guida alpina francese ha soccorso una famiglia di nigeriani, tra cui vi era una donna in procinto di partorire. Il gesto di solidarietà non è stato gradito dalla Gendarmerie francese, che lo ha condotto in caserma. Ora l’uomo rischia il carcere.

L'aiuto della guida in una situazione di emergenza

I fatti sono avvenuti il 10 marzo scorso, al confine innevato tra Francia e Italia, presso il passo del Monginevro. Una guida alpina francese ha notato subito che c’era qualcosa di strano nelle figure che vedeva avanzare nella neve, lì a 1900 metri di altitudine, ma solo avvicinandosi ha compreso la gravità della situazione e la necessità di agire tempestivamente.

Si trattava di quattro persone, una donna nigeriana incinta, già ormai all’ottavo mese di gravidanza e in procinto di mettere al mondo suo figlio, il marito e due altri bambini di due e quattro anni. L’uomo non ha esitato, ha capito che era importante portare in salvo quelle cinque vite, una non ancora nata, e ha corso il rischio di essere accusato di favorire l’immigrazione.

E così effettivamente è stato. Durante il trasporto della famiglia nigeriana al più vicino ospedale, per permettere alla donna di ricevere cure adeguate e di eseguire controlli per la salute sua e del bambino, la guida alpina è stata fermata da una pattuglia della Gendarmerie, che ha portato in caserma l’uomo e ha accompagnato i migranti all’ospedale. Lì, al pronto soccorso, la donna ha dato alla luce il suo bambino.

La legge sull'immigrazione clandestina potrebbe costargli cara...

In un clima come quello che stiamo vivendo una simile vicenda ci porta a riflettere a chiederci cosa sia giusto e cosa sia sbagliato. L’immigrazione clandestina è un reato che porta a delle conseguenze, così come favorirla, ma applicare la legge alla lettera può portare ad alcune imprecisioni legali. L’uomo ha agito con rapidità, a proprio rischio, per portare in salvo delle vite, non certo per favorire il loro passaggio clandestino in Italia.

È giusto condannare un uomo per un gesto di solidarietà così grande? Chi di dovere saprà (si spera) capire dove si trova il confine tra criminalità e umanità.

3 comments

  1. Diana Wilczak 20 marzo, 2018 at 14:09 Rispondi

    Io credo che avrei fatto la stessa cosa !!!! E brutto da dire ma tutti quelli che sbarcano a destra e sinistra sono sempre in fuga dal loro paese …. e fin adesso chi hanno messo in carcere???????

  2. Carla Olla 20 marzo, 2018 at 14:34 Rispondi

    Se pensassero a mettere in carcere chi perseguita le donne invece si appigliano a chi le salva le vite.. Io avrei fatto uguale ma poi quando ci sono bambini di mezzo nn si guarda in faccia nessuno. L Italia e proprio strana .. forse queste persone nn faceva incassare qualcuno

Lascia un commento