Leila, fotoreporter morta per raccontare le donne

È morta facendo il lavoro che amava, Leila Alaoui. È morta in Burkina Faso, dove era andata a raccontare con le sue foto la condizione delle donne, come faceva da tutta la vita.

Nata a Parigi ma cresciuta in Marocco, aveva viaggiato in tutto il mondo per denunciare le disuguaglianze della condizione femminile, raccogliendo ritratti di una bellezza assoluta e in alcuni casi straziante.

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Purtroppo però è rimasta vittima della furia di Al Qaeda, che ha messo fine alla sua vita insieme a quella di altre 28 persone. Ora restano i suoi lavori pubblicati tra gli altri dal New York Times, da Le Soir, Vogue,  i suoi ritratti esposti al Museo Mohammed VI di Arte moderna e contemporanea di Rabat.

Rimasta in un primo tempo ferita, purtroppo il suo corpo non ce l’ha fatta e se ne è andata, insieme ad altri innocenti provenienti da tutto il mondo.

Ora non dobbiamo dimenticare questa ragazza, che ha fatto della libertà la sua bandiera, e che ha girato il mondo con una macchina fotografica per dare una speranza di libertà anche alle donne meno fortunate.

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