L'ultima tendenza alimentare: i reducetariani, ovvero vegetariani part time

Mangiare troppa carne non è propriamente una buona abitudine alimentare: da tutte le parti (tv, internet, radio e stampa) siamo bombardati di informazioni sui rischi che si corrono a consumare abbondanti quantità di carne. Un danno oltre che per la nostra salute anche per l'ambiente.
E così sono sempre di più le persone che hanno cambiato pagina nel loro stile alimentare: sono diventate vegetariane. Abbiamo anche letto che, tuttavia, se diventare vegetariano è abbastanza facile, non possiamo dire lo stesso nel rimanere sulle proprie posizioni: troppi abbandonano questa scelta dopo poco tempo.

E così negli ultimi tempi sono sempre di più coloro che decidono di continuare a mangiare carne, ma ne diminuiscono le quantità: insomma, la filosofia  potrebbe essere che non rinuncio ai piaceri di una bella bistecca, ma la mangio una volta alla settimana anziché tutti i giorni.
Molto probabilmente anche voi avete fatto questa scelta (vuoi per motivi etici, vuoi per la salute o per il portafoglio) in maniera spontanea e ora scoprite che esiste un "movimento" organizzato: i reducetariani.

Brian Kateman è la mente di questa nuova abitudine alimentare che sta spopolando nel Regno Unito: nel suo blog spiega i vantaggi di questa scelta. In primo luogo è facile da seguire e porta a risultati concreti perché non impone drastici cambiamenti nelle proprie abitudini, pur tuttavia portando significativi benefici a chi la pratica.

Come funziona? Per un mese fissiamo un giorno alla settimana in cui rinunciamo alle proteine di origine animale (carne, ma anche pesce e formaggi) e sostituiamole con frutta e verdura. Prediligiamo carne prodotta in allevamenti dove gli animali sono nutriti al pascolo e, anziché rinunciarci completamente, riduciamone le quantità.
Meno, ma meglio, insomma, è la filosofia di Kateman: che ne pensate?

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