Essere mamme in Austria è una vera fortuna!

mit baby kuscheln

Volete avere un bambino? Trasferitevi in Austria: e la blogger Cecilia racconta il perché a La Repubblica.

Quando nasce un bambino, ai genitori viene dato un sussidio di 1.000 (si mille avete letto bene) euro, che a richiesta possono essere spalmati per i primi tre anni di vita del piccolo.

Si ha a disposizione anche una copertura sanitaria totale per mamma e bambino. Quando compie un anno, alla famiglia viene tolto il sussidio di 1000 euro e ne viene dato uno da 150 euro al mese, fino a quando il ragazzo non compie 24 anni.

A Vienna poi, ci sono sovvenzioni per gli asili privati: quindi se lasci il figlio fino alle 12.00 è GRATIS se lo lasci tutto il giorno spendi 70 euro al mese.

Le mamme lavoratrici in genere stanno a casa per tre anni dalla nascita del figlio, perché i congedi sono molto lunghi, e fino a 6 anni il part time è un diritto.

Insomma, abbiamo davvero tanto da imparare!

92 comments

  1. RòRò Arensi 21 aprile, 2016 at 20:12 Rispondi

    Basterebbe avere la possibilità di crescerli e stare con loro almeno fin che non iniziano l’asilo senza prendere una miseria come il 30% dello stipendio passata la maternità obbligatoria 😈
    Comunque secondo me lasciarli che hanno 3/4 mesi è presto!! Sono ancora piccoli e bisognosi della presenza della mamma… almeno date la possibilità di seguirli fino allo svezzamento!? Poi chi vorrà rientrare prima al lavoro potrà fare ciò che più desidera!

  2. Chiara Rigo 21 aprile, 2016 at 20:21 Rispondi

    Ho sempre detto che l’Austria è un paese fantastico… È l’Italia un paese di merda!! Schifo!!!! Io non sono riuscita a svezzare mia figlia a sei mesi perché non ne voleva proprio sapere… Allattamento esclusivo al seno a richiesta… adesso a quasi 10 mesi mangia poco cibo… Ho preso tutta l’ obbligatoria e tutta la facoltativa .. Mi è toccato chiedere aspettativa e poi il part-time! X Avere il diritto di crescere mia figlia e svezzare Secondo i suoi tempi!! Se fossi stata in Austria sarebbe stato decisamente meglio!!

    • Sofyed Sofy 22 aprile, 2016 at 06:45 Rispondi

      Da datrice di lavoro, posso dirle senza offesa che noi mamme,abbiamo molti molti meno diritti di voi,se nn quasi nulli.oltretutto siamo penalizzati in tutto ciò che concerne la gestione di un attività… E nn poter spesso dare tutto ciò che spetta di diritto a chi collabora, è un disagio sia per il dipendente che per il titolare. Prima di puntare il dito bisognerebbe informarsi. Io sto per diventare mamma.nn ho avuto la possibilità di andare in quanto lavoro, e con tutta probabilità appena nascerà la bimba dovrò rientrare.mi scusi nn vorrei essere stata maleducata, ma molti hanno un concetto che è davvero lontano sa ciò che è la realtà dei fatti.buongiorno

    • Samanta Ravizza 22 aprile, 2016 at 10:46 Rispondi

      Concordo in pieno. Io non sono dipendente, lavoro con mio marito. Sono a 33 settimane di gravidanza e non posso chiedere la maternità (anche se c’è il rischio che abbia il secondo parto prematuro) finché nasce la bimba e non so neanche per quanto tempo posso richiederla..forse due mesi? Abbiamo molti meno diritti noi datori di lavoro di voi lavoratori. Il mio non è un attacco..ma tante volte il datore di lavoro non c’entra proprio niente. Dovremmo avere tutti gli stessi diritti, tutte la possibilità di stare a casa con i nostri piccoli e vederli crescere. Buona giornata 😊

    • Sofyed Sofy 22 aprile, 2016 at 11:57 Rispondi

      Certo..il mio ovviamente nn era un attacco verso i collaboratori ci mancherebbe… Sarebbe una guerra tra poveri ( quella che vogliono)..ma verso chi ci governa ovviamente….cmq io purtroppo nn ho avuto la possibilità di prendere un altra persona al mio posto,e mi sono data da fare come ho potuto ..tutt oggi a 10 giorni dal parto ero a lavoro!!! La capisco perfettamente Signora Samanta, le auguro tutto il meglio:) un abbraccio

    • Sofyed Sofy 22 aprile, 2016 at 11:59 Rispondi

      E cmq anche se daranno la maternità per due mesi,al posto suo chi ci va al lavoro??? Dovrà sempre pagare un altra persona o dovrà andarci lei..quindi in fin dei conti l aiuto dov è???? Mah….

    • Samanta Ravizza 22 aprile, 2016 at 12:13 Rispondi

      Una persona pagata per lavorare 20 ore settimanali ci costerebbe 1150€ 😱😱 ci arrangeremo come potremo, un po’ mia mamma, un po’ mia cognata..e per quei mesi il negozio rimarrà aperto 3 giorni a settimana. Fortunatamente la mia piccola nascerà in estate quando c’è meno lavoro perché da noi le persone vanno nelle baite di montagna nel periodo estivo. Se dovessi allattarla non saprei come fare negli altri mesi. Per ora mi sta aiutando mio marito che si divide tra stalla(al mattino presto), caseificio e spaccio vendita ma non è semplice 😔

    • Sofyed Sofy 24 aprile, 2016 at 08:12 Rispondi

      Invece nel mio settore si lavora tanto da maggio a settembre/ ottobre!!!! Giusto per essere ancora più agevolata!!! Oltretutto nn ho nessuno… Solo mia sorella che lavora con me,mio marito che lavora,mia mamma è venuta a mancare giovanissima, e i miei parenti tutti a tanti km di distanza!! Ho altri due bimbi di 8/9 anni!!! Aiutoooo! Non mi piango addosso ne ho manie di vittimismo( a tutto c è una soluzione)!!! Nn amo puntare il dito ne dare giudizi…la realtà è tangibile!!! Tanti auguri a noi!!!!!:)

  3. Silvia Buffon 21 aprile, 2016 at 23:58 Rispondi

    Bella iniziativa. In Italia invece fanno di tutto per impedire che le coppie creino una famiglia o che le famiglie mono figlio siano invogliate a fare il secondo o perche no anche il terzo.

  4. Diana Cappellini 22 aprile, 2016 at 23:03 Rispondi

    Io vivo in Austria e l’articolo è scritto in maniera un po’ approssimativa! Kindergeld sono i soldi della maternità di cui ha diritto ogni mamma. Sono circa 15.000 euro spalmabili in 3 varianti: dal settimo mese a 1 anno o 2 anni o 3 anni, ai quali si aggiungono alcuni mesi di paternità facoltativa. Dall’anno in su si percepiscono gli assegni familiari (io percepisco 170 euro proprio come in Italia). In più c’è il Kindergeld plus che sono 400 euro una tantum e il Nachmittag Betreuung Zuschuss che è un rimborso fino al 70% dei costi del dopo scuola se i genitori lavorano. Il Schulgeld invece è il raddoppio degli assegni familiari nel mese di settembre per la scuola.

  5. Marta 27 aprile, 2016 at 23:39 Rispondi

    Tanto un referendum non passerebbe per via del quorum… soldi pubblici spesi per nulla. Resta solo se decidere di restare senza figli in Italia, o mamme all’estero. E lasciare l’Italia al suo futuro: stranieri che cazzeggiano e prostitute nigeriane che abbondano!

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