Mondo del lavoro: l'Italia non è un paese per mamme

Secondo i dati trasmessi dall’Ispettorato Nazionale del Lavoro, in Italia aumenta il numero delle mamme che si vedono costrette ad abbandonare il loro lavoro per dedicarsi personalmente alla cura e all'educazione dei propri figli.

Le cause sono molteplici, fra tutti spiccano gli stipendi bassi percepiti dalle donne, che non permettono di sostenere il caro prezzo degli asilo nido, la retta delle baby sitter e tutte le spese riguardanti pappe e pannolini.

Da nord a sud, le mamme si licenziano per stare in casa con i figli

In tutte le regioni italiane, la tendenza ad abbandonare il lavoro per dedicarsi all’educazione dei figli, è una scelta che purtroppo accomuna tutte le donne neo-mamme, dal settentrione al meridione.

Sono circa 37.738 le mamme che lasciano volontariamente il loro lavoro per stare in casa ad accudire i figli, i dati confermano che si tratta di circa il 50% delle mamme lavoratrici.

I motivi sono da ricercarsi nell’alto costo delle rette mensili degli asilo nido, che risultano salati rapportati ad uno stipendio medio-basso. In aggiunta queste donne non possono contare sulla collaborazione di nonni, per prendersi cura dei bambini, perché ancora impegnati con il loro lavoro o perchè vivono in città lontane.

Il risultato è inevitabile, tra asilo nido, baby sitter, pannolini e pappe, va via più della metà dello stipendio. Dover lavorare per circa sette ore fuori casa, risulta un sacrificio inutile, per questo molte mamme preferiscono rinunciare e badare personalmente al proprio figlio.

Il fatto che stupisce è che le regioni nelle quali si evidenzia maggiorente questo fenomeno, sono anche quelle che registrano un migliore servizio di assistenza al nido, Lombardia e Veneto le regioni più colpite di tutta Italia.

Le neo-mamme rinunciano al lavoro per badare ai figli

Molte lavoratrici e mamme di bambini di età inferiore a tre anni, non riescono a trovare una soluzione soddisfacente che possa offrire loro la possibilità di coniugare la maternità con gli impegni di lavoro.

Purtroppo in Italia le donne impiegate e operaie non riescono a mandare i figli al nido, per il costo elevato della retta, vedendosi costrette così a licenziarsi.

Non sempre è facile ottenere cambi turni o tramutare un full time in part time e l’epilogo è inevitabile. Il mondo del lavoro in Italia, non riesce a integrarsi con il crescere della famiglia. Non tutte le donne possono contare sul supporto dei nonni, perché troppo anziani o ancora lavoratori.

Il fenomeno del licenziamento volontario, non riguarda le donne e mamme che rivestono ruoli dirigenziali, in quanto percepiscono stipendi lauti e le loro condizioni economiche permettono tranquillamente di pagare le rette degli asili nido.

12 comments

  1. Claudia Jacinto Rosadi 1 maggio, 2018 at 21:41 Rispondi

    L’Italia non investe sulla maternità e sull’ infanzia…!!! e poi ci si chiede perché nascono sempre meno bambini!!! 😡😡😡
    Poi però ci sono i bonus mamma, bonus bebè, bonus nido… 2 spiccioli per farci credere di voler valorizzare le famiglie che crescono…

  2. Laura Bigioni 1 maggio, 2018 at 22:45 Rispondi

    La maternità sarà sempre un problema per le donne che vogliono creare una famiglia…. finché le leggi le faranno gli uomini…si pensa che con un bonus bebè le problematiche di risolvono. …

  3. Gavriliu Alina 1 maggio, 2018 at 23:39 Rispondi

    Vanno via anche più della metà stipendio se non tutto lo stipendio .. cioè 1200€ se non di più..
    È un problema oggi giorno avere figli ..
    avere figli dovrebbe essere una gioia , invece non si sa nemmeno come arrivare a fine mese ..

  4. Ilaria Ambrogetti 1 maggio, 2018 at 23:40 Rispondi

    Io trovo che i vari bonus sono un piccolo aiuto niente affatto male.certo non si può pretendere che ci campino i figli ma sempre meglio di niente.Trovo che i problemi più grandi siano trovare un lavoro e degli orari di asilo più idonei ai tempi di lavoro dei genitori e nonni che non sono in pensione.

  5. Sara Atré 2 maggio, 2018 at 01:32 Rispondi

    Certo che già dal titolo si capisce la mentalità italiana… tra nido e baby sitter “va via la metà dello stipendio di le”i e quindi lei sta a casa… e lo stipendio di lui? Perché le spese di nido e baby sitter si detraggono solo dallo stipendio di lei? E lui dove sta? Non sono un nucleo familiare con due stipendi ?Della serie la donna deve lavorare sia a casa che fuori e se proprio non riesce a fare le due perché la sostituta a permettersi una sostituta delle proprie ma suoni casalinghe perché costa troppo, allora deve stare a casa lei… certo mancano strutture e asili ecc però se continuiamo con questa mentalità che la carriera di lui non si tocca mai ed è sempre lei a dover rinunciare a lavorare, non andiamo molto lontano…

  6. Loredana Munteanu 2 maggio, 2018 at 08:21 Rispondi

    Purtroppo non tutti abbiamo una casa di proprieta quindi obbligati a pagare un affitto e magari qualche prestito, a questo punto lo stipendio di lui e come se non esistesse…ma nonostante questo, ognuno ha il sacrosanto diritto di diventare genitore e non dovrebbe essere un impresa cosi ardua e difficile che purtroppo sta diventando in questo paese.

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