Paralisi del neonato per fretta: il giudice stabilisce l'omicidio

Ci si augura sempre che non succeda mai nulla di male ai nostri bambini, ma gli incidenti purtroppo capitano, per errori casuali o umani. La giustizia però viene in soccorso ai genitori colpiti da tragedie causate non da un semplice incidente, ma da una grave mancanza dovuta alla fretta o alla negligenza.

All'epoca dei fatti era il 2010, ormai sette anni fa, quando il piccolo Andrea Vitali, nato da poco, fu sottoposto per errore a inalazioni di protossido di azoto al posto di semplice ossigeno, per ben 68 minuti di fila. Questa svista, dovuta ai medici del reparto di Maternità del Policlinico di Palermo si è rivelata estremamente pericolosa per il bambino, che ha subito gravi lesioni cerebrali e non è più stato in grado di camminare, di parlare e necessita di una costante assistenza. Gli è stata dunque tolta la possibilità di vivere una vita normale.

Omicidio colposo o semplice negligenza?

Considerato inizialmente un tragico incidente, il caso ha subito nel 2018 un'importantissima svolta: il giudice Marcella Ferrara ha stabilito che gli eventi avvenuti quel giorno del 2010 non sono imputabili semplicemente a una fatalità, ma alla disattenzione e alla negligenza sia dei medici che hanno somministrato al bambino un gas che non era stato precedentemente controllato, e che ha causato una paralisi cerebrale ad Andrea Vitali, sia ai fornitori di gas del Policlinico, in particolare il titolare della Sicilcryo srl di Marineo, in provincia di Palermo, Francesco Inguì, che aveva effettuato i lavori sull'impianto di gas dell'ospedale.

Il giudice Marcella Ferrara ha condannato Francesco Inguì della Sicilcyro Srl a tre anni, per il reato di lesioni colpose gravissime, mentre il direttore del reparto di Maternità all'interno del quale è avvenuto l'errore è stato condannato a un anno e mezzo. Il giudice ha inoltre stabilito un risarcimento ai genitori di Andrea Vitali di 1.100.000 €, non solo per danni morali gravissimi, ma anche per fare in modo che abbiamo un supporto economico per donare continua assistenza al figlio paralizzato.

Esiste tuttavia il rischio che il reato cada in prescrizione, dopo tutti questi anni di attesa. La speranza è che cose del genere non succedano mai più. D'ora in poi la legge prevederà che un reato dovuto alla fretta o alla negligenza sia imputabile come omicidio e non come incidente.

9 comments

  1. Teresa Meniti 8 marzo, 2018 at 22:38 Rispondi

    Chi ha colpe così gravi deve pagare con pene severe. Comunque chi scrive articoli letti da migliaia di persone dovrebbe essere più accurato e preciso: scrivere chela legge ora prevede un reato dovuto a fretta o negligenza sarà punito come omicidio è una sciocchezza colossale.

  2. Emanuela Tripodi 8 marzo, 2018 at 22:59 Rispondi

    Non si possono commettere errori di questo tipo … sono cose gravissime … chi è colpevole merita una pena severissima anche se neanche ciò restituirà a quel bambino una vita normale !!

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