Quando i figli sono suoi

Entrare nel ruolo del genitore acquisito non è affatto facile: che il genitore naturale sia defunto o ancora in vita, la prima reazione del figlio, specie se già in età adolescenziale, si rivela solitamente di rifiuto o di diffidenza. Fondamentale, dunque, è la capacità del “nuovo genitore” di instaurare un legame con i ragazzi, mantenendo sempre chiari i ruoli.

Nello sforzo di non apparire una usurpatrice del ruolo di madre che non ci appartiene, non dobbiamo neppure fare l’errore contrario, ovvero cercare di piacere a tutti i costi instaurando un rapporto di amicizia e complicità. Il dialogo è parte fondamentale del processo di accettazione, che deve prevedere il riconoscimento da parte del figlio di una figura che, pur non volendo sostituirsi al genitore, è comunque un adulto membro della nuova famiglia e come tale va ascoltato e rispettato.

E’ consigliabile stabilire una linea comportamentale in comune accordo con il proprio partner, dimostrando così coerenza nei consigli e nelle azioni.

I figli, infatti, devono essere portati a capire che il partner che subentra al genitore naturale entra a far parte in tutto e per tutto del nuovo nucleo familiare che va formandosi.
Naturalmente, tutto ciò deve avvenire in modo graduale, secondo i tempi ed i modi di cui i figli stessi hanno bisogno per non subire traumi; il genitore, in questo, dovrà aiutare il partner a comprendere il miglior modo per relazionarsi con i singoli figli tenendo conto anche del carattere di ognuno di essi.
Nessuna imposizione, dunque, ma totale apertura e dialogo per quanto riguarda i figli più grandi, mentre con i più piccoli è importante instaurare un rapporto basato sul gioco, sul divertimento, sempre nel rispetto del ruolo del genitore naturale.

I bambini infatti necessitano di punti fermi: dunque è importante che riescano sempre ad avere chiare le differenze di ruolo tra genitori naturali e genitori acquisiti, pur sapendo di poter contare su ognuno di essi.

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