Roma: family sitter e centri di aggregazione per sostenere bambini e genitori

Nella Capitale viene introdotta la figura del family sitter, un supporto per la cura dei neonati fino a sei mesi e un valido aiuto per le coppie a basso reddito che devono affrontare da sole l'esperienza della genitorialità.

Assistenti a domicilio aiutano bambini e genitori in difficoltà

Una direttiva del Campidoglio firmata il 2 Maggio dall'assessore alle politiche sociali Laura Baldassarre, indirizza finalmente i fondi nazionali per l'infanzia e l'adolescenza verso una serie di iniziative studiate appositamente per i bambini e i loro genitori.

Al giorno d'oggi un numero sempre crescente di famiglie ha problemi economici e si ritrova sola a dover provvedere ai propri figli appena nati.

Il family sitter, spiega la sindaca Virginia Raggi, può recarsi a domicilio nelle case dei bambini da 0 a 6 mesi e occuparsi dei loro bisogni, fornendo alle mamme e ai papà un aiuto pratico e validi consigli. Si tratta di un servizio sperimentale fornito in base al reddito dei singoli nuclei familiari: se in questi mesi troverà terreno fertile, dal 2019 sarà regolarizzato e introdotto ufficialmente nella macchina comunale.

Roma punta ai giovani con centri per famiglie, luoghi aggregativi e comitati per ragazzi

Con i sei milioni annuali previsti dal fondo per l'infanzia e l'adolescenza, il Comune vuole inoltre realizzare centri di ascolto e mediazione per famiglie e luoghi di aggregazione per i ragazzi.

La formazione di cori, orchestre e corsi di musica serviranno a incentivare gli importanti obiettivi sociali della cooperazione e dell'inclusione e a garantire ai più piccoli stabili punti di ritrovo dove potersi esprimere liberamente.  La direttiva del 2 Maggio prevede anche la creazione per ogni municipio di luoghi appositi in cui i giovani si potranno riunire per poi proporre le loro idee ai consiglieri comunali.

Verranno poi periodicamente istituiti dei bandi a scadenza annuale per mettere in pratica le idee proposte. Alcuni tra essi potranno avere anche una durata di tre anni per permettere ai ragazzi una programmazione coerente e sistematica dei progetti che hanno in mente al fine di rendere ancora più stimolante e prolifica la loro città.

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