La sindrome del bambino scosso e le sue conseguenze fatali

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Al pari della morte in culla, la sindrome del bimbo scosso ha un'alta incidenza di mortalità per i neonati da 2 settimane a 6 mesi di vita. Per prevenire ed arginare questo fenomeno Terre des Hommes ha lanciato uno spot pubblicitario, che vede protagonista Alessandro Preziosi, col fine di sensibilizzare i genitori verso un problema di cui se ne parla poco ma che invece è molto serio.

Cos'è la sindrome del bambino scosso?

Nei primi mesi di vita per il neonato è normale piangere, poiché è l'unico mezzo di comunicazione a sua disposizione. Il pianto però può essere continuo e prolungato, cosa che provoca forte stress nei genitori. Quindi può capitare che per negligenza, nervosismo o eccessiva stanchezza i genitori scuotano violentemente il bambino per farlo addormentare.

Questa pratica molto pericolosa, chiamata appunto sindrome del bambino scosso, può provocare conseguenze anche letali.

I pericoli della sindrome del bambino scosso

I muscoli del collo del bambino sono ancora fragili, la testa è pesante rispetto al corpo ed il cervello se scosso rischia di muoversi all'interno del cranio. Lo scuotimento del neonato quindi può provocare danni meccanici ai neuroni ed alle fibre, intaccando le sue funzioni vitali.

Il rischio di incorrere in questa sindrome esiste soprattutto per i neogenitori, che non hanno alcun tipo di esperienza col pianto dei bambini.

La campagna nazionale "Non scuoterlo" è finalizzata ad aiutare i genitori ad assumere dei comportamenti corretti, e sul sito Nonscuoterlo.it è possibile sapere come comportarsi in caso di pianto prolungato del bambino.

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