Sopravvissuti e traumatizzati: come aiutare i bambini vittime del sisma

La terra ha tremato forte e continua a tremare nel centro Italia. E ogni scossa riapre le ferite della paura che sanguinano dalle prime ore del mattino del 24 agosto.

Tra le vittime, fisiche e psicologiche, di questo terribile sisma ci sono anche tantissimi bambini.

Molti sono quelli che sono stati salvati, ma tantissimi sono quelli che sotto le macerie della loro abitazione hanno perso la vita. Chi è rimasto in vita, però, pur essendo sopravvissuto, porterà addosso a lungo, forse per sempre, i segni del sisma.

Stargli accanto e cercare di aiutarli a rielaborare ed a superare il trauma è davvero fondamentale per cercare di limitare i danni morali ed emotivi creati da un evento drammatico come questo.

Come fare?

Per scacciare nei piccoli il senso di panico, di impotenza e di paura, aiutandoli a superare anche un lutto, è importante la presenza ferma e assidua degli adulti.

I genitori, o i parenti più stretti, devono in primo luogo rassicurare i bambini, aiutarli a calmarsi ed a rilassarsi soprattutto nei momenti spenti della giornata, come la sera prima di andare a dormire.

Anche se difficile, poi, gli adulti devono cercare di mostrarsi il più possibile tranquilli e sereni in presenza dei bambini, per apparire ai loro occhi come un punto di riferimento indistruttibile.

Presenza, condivisione, quotidianità

È importante, inoltre, condividere con i più piccoli anche i momenti ludici, per allentare la tensione e svagare la mente.

I bambini tra i 6 ed i 10 anni, che iniziano a sviluppare capacità cognitive più complesse, vanno aiutati a razionalizzare quanto successo per dare un senso ed una direzione alle emozioni, che in momento così traumatico sono esplosive e incontrollabili.

I più grandi, invece, adolescenti o quasi, vanno fatti sfogare e vanno ascoltati con attenzione per dare valore al loro pensiero e alla loro personale esperienza.

Lascia un commento