Sospetto caso di tetano: bimba non vaccinata rischia la vita

caso tetano bambina

I genitori di questa bimba non avevano provveduto ai vaccini per la loro figlia di 7 anni, che è stata ricoverata per sospetto caso di tetano all'ospedale di Torino.

Il tetano, una malattia che ritorna tra i bambini

Si può mettere in pericolo la vita dei propri figli per delle convinzioni anti vaccino? I genitori di una bimba di 7 anni di Torino, che dovrebbero impegnarsi nel tenere in buona salute la loro piccola, stanno rischiando di perderla per un sospetto caso di tetano. I medici stanno facendo tutti gli accertamenti del caso, ma alcuni sintomi, come le convulsioni e gli spasmi fanno pensare a questa malattia che sembrava scomparsa.

Migliorano le condizioni della bimba

Per fortuna la bambina, ricoverata nel reparto di terapia intensiva, sembra rispondere in modo positivo alle cure. Dall'ospedale confermano che la piccola non era stata vaccinata anche se l'antitetanica è obbligatoria dal 1963. Questi segni di ottimismo dovrebbero portare i genitori a rivedere le loro convinzioni per il bene della figlia, perché al primo posto ci deve essere sempre la salute dei più piccoli. 

19 comments

  1. Miriana Cardone 9 ottobre, 2017 at 13:41 Rispondi

    non è inspiegabile che no sia stata vaccinata, esiste il modulo per quei genitori che pensano che i vaccini siano un complotto e che facciano più male che bene…. inoltre quando vengono delle notizie delle conseguenze delle loro no vax, scrivo pure basta con questo terrorismo.

  2. Valentina Fanfoni 9 ottobre, 2017 at 18:02 Rispondi

    inspiegabilmente è risultata non essere vaccinata… ??? non direi inspiegabilmente direi piuttosto che i genitori saranno anti vaccini e non l’avranno vaccinata e queste sono le conseguenze…

    • Rosanna Oneto 10 ottobre, 2017 at 23:47 Rispondi

      Tetano e Tonsillite sintomi simili ?Questi sono medici che fanno diagnosi dopo accurate indagini

      “INTERVISTA AI GENITORI DELLA BAMBINA CON SOSPETTO TETANO CHE NON ERA TETANO, “Non l’abbiamo fatta vaccinare, ma crediamo nella scienza
      10 Ottobre, 2017
      “Ho paura del modo in cui la vicenda che è accaduta alla nostra famiglia possa essere strumentalizzata, viste le polemiche di questi tempi sui vaccini. E mi sono spaventato di come sono state veicolate le notizie, come per criminalizzare chi ha fatto certe scelte: ho paura della manipolazione dell’informazione”. Si sfoga così il padre della bambina da tre giorni ricoverata al Regina Margherita per un sospetto caso di tetano. La preoccupazione per la salute della piccola, che ha sette anni, si è combinata con lo stupore di vedere la propria storia sui giornali, finita al centro di una battaglia mediatica sull’opportunità delle vaccinazioni. Per questo si è rivolto agli avvocati Renato Ambrosio e Sara Commodo per tutelare la propria riservatezza. “Peraltro non c’è nemmeno la certezza che si tratti davvero di tetano — dice il padre — Ma da quando in ospedale hanno saputo che mi figlia non era vaccinata, tutte le ipotesi si sono concentrate su questa malattia”.
      Però è vero che vostra figlia non è stata sottoposta a nessuna vaccinazione. Perché avete fatto questa scelta?
      “Noi non siamo No Vax, non siamo attivisti, semplicemente ci siamo informati, abbiamo fatto delle valutazioni e preso una posizione per i nostri figli. Una scelta difficile, ma ragionata, che risale a sette anni fa ed è quindi precedente alle polemiche di questi tempi”.
      La scelta di non vaccinare i figli è legata anche a una paura dei farmaci e degli effetti collaterali che possono avere?
      “Noi crediamo nella scienza, ma riteniamo che il problema stia nella difficoltà di dare le informazioni corrette in materia di vaccini. E in ogni caso non siamo contrari alla medicina tradizionale. Anzi, non appena ci siamo accorti che nostra figlia non stava bene ci siamo precipitati in ospedale. Siamo persone serie, non gente che si cura da sé e non possiamo che ringraziare i medici per tutto quello che stanno facendo per la nostra bambina”.
      Come sta adesso sua figlia?
      “È stabile, vigile e risponde alle cure. È abbastanza serena e interagisce”.
      Quali sono stati i sintomi che vi hanno messo in allarme?
      “La cosa principale che ci ha preoccupato è che non riuscisse a deglutire bene. Per il resto non aveva febbre e non aveva nemmeno convulsioni, come è stato scritto in alcuni articoli di giornale. E nemmeno si era ferita: non è caduta, non si è tagliata”.
      Chi ha parlato di tetano?
      “Sono stati i medici, i sintomi erano compatibili. Ma adesso stanno facendo analisi di tutti i tipi per escludere altre patologie”.
      Come avete vissuto il fatto che la vostra storia fosse finita sui giornali?
      “Mi sono preoccupato che le nostre vite diventassero riconoscibili. Ma temo soprattutto che la violenza che ha avuto il bombardamento mediatico non tuteli chi ha fatto scelte come la nostra”.

      PRIVACY

  3. Lucia Merra 10 ottobre, 2017 at 21:48 Rispondi

    Il tetano nn è una malattia infettiva quindi nn è contagiosa. Poi calcolando che prima c’è stata la meningite, poi il morbillo, la malaria ora il tetano ma basta con sto terrorismo.

  4. Rosanna Oneto 10 ottobre, 2017 at 23:45 Rispondi

    Tetano e Tonsillite sintomi simili ?Questi sono medici che fanno diagnosi dopo accurate indagini

    “INTERVISTA AI GENITORI DELLA BAMBINA CON SOSPETTO TETANO CHE NON ERA TETANO, “Non l’abbiamo fatta vaccinare, ma crediamo nella scienza
    10 Ottobre, 2017
    “Ho paura del modo in cui la vicenda che è accaduta alla nostra famiglia possa essere strumentalizzata, viste le polemiche di questi tempi sui vaccini. E mi sono spaventato di come sono state veicolate le notizie, come per criminalizzare chi ha fatto certe scelte: ho paura della manipolazione dell’informazione”. Si sfoga così il padre della bambina da tre giorni ricoverata al Regina Margherita per un sospetto caso di tetano. La preoccupazione per la salute della piccola, che ha sette anni, si è combinata con lo stupore di vedere la propria storia sui giornali, finita al centro di una battaglia mediatica sull’opportunità delle vaccinazioni. Per questo si è rivolto agli avvocati Renato Ambrosio e Sara Commodo per tutelare la propria riservatezza. “Peraltro non c’è nemmeno la certezza che si tratti davvero di tetano — dice il padre — Ma da quando in ospedale hanno saputo che mi figlia non era vaccinata, tutte le ipotesi si sono concentrate su questa malattia”.
    Però è vero che vostra figlia non è stata sottoposta a nessuna vaccinazione. Perché avete fatto questa scelta?
    “Noi non siamo No Vax, non siamo attivisti, semplicemente ci siamo informati, abbiamo fatto delle valutazioni e preso una posizione per i nostri figli. Una scelta difficile, ma ragionata, che risale a sette anni fa ed è quindi precedente alle polemiche di questi tempi”.
    La scelta di non vaccinare i figli è legata anche a una paura dei farmaci e degli effetti collaterali che possono avere?
    “Noi crediamo nella scienza, ma riteniamo che il problema stia nella difficoltà di dare le informazioni corrette in materia di vaccini. E in ogni caso non siamo contrari alla medicina tradizionale. Anzi, non appena ci siamo accorti che nostra figlia non stava bene ci siamo precipitati in ospedale. Siamo persone serie, non gente che si cura da sé e non possiamo che ringraziare i medici per tutto quello che stanno facendo per la nostra bambina”.
    Come sta adesso sua figlia?
    “È stabile, vigile e risponde alle cure. È abbastanza serena e interagisce”.
    Quali sono stati i sintomi che vi hanno messo in allarme?
    “La cosa principale che ci ha preoccupato è che non riuscisse a deglutire bene. Per il resto non aveva febbre e non aveva nemmeno convulsioni, come è stato scritto in alcuni articoli di giornale. E nemmeno si era ferita: non è caduta, non si è tagliata”.
    Chi ha parlato di tetano?
    “Sono stati i medici, i sintomi erano compatibili. Ma adesso stanno facendo analisi di tutti i tipi per escludere altre patologie”.
    Come avete vissuto il fatto che la vostra storia fosse finita sui giornali?
    “Mi sono preoccupato che le nostre vite diventassero riconoscibili. Ma temo soprattutto che la violenza che ha avuto il bombardamento mediatico non tuteli chi ha fatto scelte come la nostra”.

    PRIVACY

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