Toscana: sospesi dall'asilo 100 bambini non vaccinati

Da oggi niente scuola per alcuni bambini delle principali città toscane.

Non avendo effettuato i vaccini obbligatori, il comune ha vietato loro l'accesso all'asilo fino a quando non effettueranno la prescrizione medica. A Firenze ben 90 bimbi sospesi.

I comuni toscani impongono l'obbligo di legge: asilo sospeso per i bambini non ancora vaccinati

Al di là delle polemiche nate negli ultimi anni sulla validità dei vaccini, ve ne sono alcuni indispensabili per la salute dei bambini.

Malattie come rosolia, morbillo, parotite, pertosse, epatite B se contratte possono mettere in pericolo la vita dei più piccoli ed è per questo che il Decreto Lorenzin ha reso obbligatorie per legge dieci vaccinazioni.

Lo sanno bene i principali Comuni toscani che per mettere in sicurezza le scuole da eventuali epidemie, stanno procedendo alla sospensione dei bambini non vaccinati dagli asili. Palazzo Vecchio ha mandato una lettera di interruzione dell'attività scolastica a 90 famiglie fiorentine, resa esecutiva dal 9 Aprile 2018 fino a quando i bambini dei singoli nuclei non avranno effettuato le vaccinazioni obbligatorie.

I genitori scettici rimandano in continuazione la data della somministrazione: più di cento i bimbi toscani senza vaccino

A seguire il ferreo esempio del Comune di Firenze vi sono anche altre importanti città della regione: Prato ha sospeso dall'attività didattica otto bimbi, Arezzo due, San Giuliano Terme tre, e un solo bimbo ha avuto la sospensione a Carrara.

Come spiega la dottoressa Teresa Maurello, a capo dell'unità funzionale di sanità pubblica della Asl di Arezzo, la tendenza più diffusa tra le famiglie scettiche o resistenti a vaccinare i propri figli, è quella di rimandare continuamente la data fissata per la somministrazione del farmaco.

Alla Asl arrivano addirittura lettere in cui i genitori giustificano la loro assenza alle sedute prestabilite a causa di improrogabili impegni ma esse si rivelano soltanto degli alibi per eludere la vaccinazione dei piccoli.

Questa banale strategia di evitamento oltre ad essere poco corretta nei confronti delle istituzioni, mette inutilmente a rischio la salute dei bambini e di chi sta loro accanto.