Una merendina al distributore? Solo se è bio!

Si stanno diffondendo in un numero sempre maggiore di scuole, Enti o luoghi pubblici, come Comuni, Pubbliche Amministrazioni e Ospedali.

Si tratta dei distributori di merendine “salutari”, biologiche, con cui far merenda a chilometro zero.

In tutela soprattutto dei piccoli consumatori, le merendine e le bibite energetiche, due tra i principali esempi di junk food, responsabili del grave problema dell’obesità infantile, sono bandite in molte strutture del Nord, Centro e Sud Italia. Lombardia, Emilia Romagna, Lazio e Puglia sono solo alcune delle regioni che aderiscono al progetto di snack ipocalorici più sani per le generazioni del futuro.

Con queste nuove disposizioni, viene focalizzata l’attenzione sulla qualità nutrizionale degli alimenti, per regolamentare la percentuale di calorie o grassi assunti dagli studenti. Per rendere il tutto più efficace, poi, in molti Istituti, è stato introdotto il cosiddetto “semaforo”: con il colore verde vengono indicati i cibi consentiti, con il rosso, invece, quelli a rischio e, quindi, sconsigliati.

In questo modo si incentiva il consumo di frutta e verdura, cibi integrali, acqua o succhi di frutta senza zucchero, snack con meno di 150 kcal per porzione. Se nelle scuole è presente anche un bar interno, inoltre, ci sono regole ulteriori, come quella fondamentale della presenza di un elenco dei prodotti vietati. Per far comprendere bene il concetto e l’importanza di un’alimentazione sana anche fuori casa, gli utenti hanno a disposizione un gran numero di informazioni, attraverso depliants, poster e volantini.

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