Alessio, bimbo disabile che la Scuola lascia in uno stanzino

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Ci sono storie che mi fanno davvero vergognare, come madre e italiana, ma che vanno raccontate perché qualcosa cambi.

In una scuola della periferia romana, a Casal Palocco, la madre di bimbo disabile va da suo figlio in un orario in cui non è atteso e lo trova in uno sgabuzzino.

Non da solo, ma in una piccola stanza con una scrivania piena di carte in un posto che è impossibile chiamare classe. Con materassi appoggiati al muro, che poi vengono buttati a terra quando devono cambiarlo.

Senza un sostegno, visto che l’insegnate che doveva occuparsi di lui ha avuto un crisi di panico durante un suo attacco epilettico ed scappata, a fissare un muro.

Sono andata a vedere il profilo di questa famiglia: Alessio è un bimbo disabile, ma è anche un bambino amato, curato, bellissimo e speciale. Eppure, a causa di una scuola che non funziona, ogni mattina è prigioniero di 4 muri.

Non ci sono parole per descrivere lo strazio di questi genitori.

Possibile che non esista un’altra soluzione?

Possibile che non esista un luogo dove Alessio possa stare con i suoi compagni, invece di essere abbandonato come un sacco inutile in una stanza?

La famiglia dice di avere già protestato e che la risposta è stata che non ci sono i soldi, che la scuola non può gestire un bambino con quella disabilità.

Gli interrogativi sono tanti, come i problemi, a partire dal ruolo degli insegnanti di sostegno: quanti di loro sono davvero preparati? Quanti invece sono solo poveracci che cercano di entrare nel meccanismo scuola per arrivare un giorno a ricoprire la cattedra per la quale hanno studiato?

Come può infine lo Stato italiano, a fronte di milioni di euro sprecati ogni giorno in modi assurdi, non trovare i soldi per prendersi cura del piccolo Alessio come merita?

E quindi facciamo anche noi quello che ci chiedono i genitori di Alessio: gridiamo a gran voce il suo nome, per lui e per tutti i piccoli invisibili che sono nella sua stessa condizione.

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30 comments

  1. Stella Caldarariu 20 Novembre, 2015 at 21:59 Rispondi

    Che mondo. Di stupidi. Ci sono in giro. Oggi è la seconda volta che vedo il post.ma mi piange il cuore sentire che questi creature debbano. Subire.questi cose .X colpa dei pazzi. Che sarebbe da ricovero. Al manicomio

  2. ALESSANDRO 21 Novembre, 2015 at 09:47 Rispondi

    Queste insegnanti (se cosi le vogliamo chiamare)non devono assolutamente piu insegnare ma devono andare a fare gli spazzini x le strade(SENZA OFFESA X GLI OPERATORI ECOLOGICI)non meritano di lavorare in mezzo ai bambini e non meritano alcun rispetto visto la loro ignoranza e bastardaggine DEVONO PAGARE E RISOLVERE LA SITUAZIONE!ALE SIAMO TUTTI CON TE E LA TUA FAMIGLIA

  3. Giulia Rasera 21 Novembre, 2015 at 13:57 Rispondi

    Io lavoro in un centro per bambini disabili e so che nelle scuole”normali”cose come questa sono più frequenti di quanto possiate immaginare.Le maestre non sono preparate ad affrontare la disabilità e molte se ne lavano le mani.So addirittura di un bimbo che per poter andare a scuola la mamma doveva essere reperibile per i cambi pannolino.Ma il problema non sono le maestre,anche se devo dire che non so dove alcune abbiano lasciato il buonsenso,ma delle leggi italiane e dello stato che Nn si preoccupa di trovare una soluzione ideale,hanno tolto le scuole speciali per far capire che i bambini sono tutti uguali peccato che la realtà sia ben diversa:i disabili hanno bisogno di avere accanto persone preparate in modo adeguato per le loro esigenze.

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