Principesse Disney moderne: sono davvero più emancipate?

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Secondo un interessante articolo comparso in questi giorni sul blog del Corriere della Sera la 27esima ora, le eroine Disney invece di evolversi stanno regredendo. La conferma si troverebbe nel rapporto tra la quantità di frasi dette rispetto ai colleghi maschi.

Infatti Cenerentola e Biancaneve parlavano molto più della Sirenetta e di Elsa di Frozen, solo per citarne alcune.

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Lo studio è stato effettuato dai linguisti Carmen Fought e Karen Eisenhauer, ma sinceramente come non-linguista ma madre di figlia femmina e quindi profonda conoscitrice della materia, credo sia possibile giustificare questa modifica, e darle un significato estremamente diverso e niente affatto negativo.

Infatti ad essere importanti, nella trama di una storia, non sono solo le parole: sono gli atteggiamenti e il modo di affrontare quello che succede. Mentre Biancaneve e la Bella Addormentata trascorrono la vita in attesa di un principe che le salvi, Elsa di Frozen e la principessa di ribelle Merida un principe non ce l’hanno nemmeno, e affrontano le difficoltà rivendicando la possibilità di mostrarsi come sono realmente, lontane dallo stereotipo che le voleva inerti e senza voce.

Rapunzel e Anna sanno cos’è l’amore, lo scoprono nel corso delle loro avventure, ma è un amore che nasce dopo avere conosciuto effettivamente (anche se brevemente) l’uomo che hanno accanto, invece di accettare il primo tizio che le bacia mentre dormono.

E le parole, contano?

Diciamoci la verità: pesano molto di più le poche parole che pronuncia Merida quando rivendica la sua mano per non essere data in sposa ad un pretendente indesiderato, rispetto alle mille chiacchiere di Biancaneve e Cenerentola con i passerotti e i topolini. Perché il cosa si dice pesa molto di più della quantità di parole che s’impiega per farlo: altrimenti i chiacchieroni sarebbero tutti dei gran saggi. E invece non è così.

E voi, che ne pensate?

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