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14/10/2026
All’Itis e al liceo scientifico Marconi di Avenza, a Carrara, nella provincia di Massa-Carrara, la derattizzazione si è svolta durante le lezioni, con gli studenti in classe. La presenza dei topi era nota da luglio, ma la scelta di effettuare l’intervento senza sospendere le attività scolastiche ha suscitato la protesta di un gruppo di genitori.
Le famiglie hanno chiesto di tenere i ragazzi fuori dagli istituti fino alla conclusione delle operazioni e alla pulizia dei locali interessati.
I genitori chiedono la sospensione delle lezioni
Secondo quanto segnalato dai genitori, le operazioni di derattizzazione erano in corso mentre i ragazzi si trovavano nelle aule dei due istituti.
Le famiglie temono che la loro presenza durante l’intervento possa comportare rischi per la salute. La contestazione riguarda quindi non solo la presenza dei roditori, ma anche le modalità scelte per affrontare il problema durante il normale orario scolastico.
Il gruppo ha chiesto di sospendere le attività fino alla fine della derattizzazione e alla successiva pulizia dei locali in cui è stata accertata la presenza dei topi. Si tratta di una richiesta delle famiglie, non di una chiusura già decisa: durante l’intervento le lezioni proseguivano con gli studenti in classe. Per i genitori, la questione immediata è proprio la compresenza dei ragazzi e delle operazioni negli edifici scolastici.
La richiesta del dirigente e la risposta della Provincia
Il problema era stato portato all’attenzione della Provincia già a luglio.
Antonio Giusa, dirigente scolastico del liceo scientifico Marconi, aveva scritto all’ente, competente per gli edifici delle scuole superiori, chiedendo un intervento di derattizzazione. Nella risposta al dirigente, la Provincia ha distinto la gestione del trattamento dalle proprie competenze sull’immobile.
Secondo l’ente provinciale, per la derattizzazione il suo compito è indicare una ditta specializzata, mentre l’organizzazione e la spesa spettano alla scuola.
La Provincia ha precisato che non sostiene direttamente né rimborsa il costo di questo servizio. Lo considera infatti un’attività di profilassi igienico-sanitaria che l’istituzione scolastica deve gestire con i propri fondi di funzionamento ordinario. La risposta è stata inviata per conoscenza anche all’Asl, all’Ufficio scolastico regionale e al Comune.
Quando possono intervenire i tecnici provinciali
Un’altra competenza potrebbe entrare in gioco se la ditta incaricata dalla scuola rilevasse problemi strutturali che favoriscono l’ingresso dei topi.
La Provincia cita, tra gli esempi, lesioni nei muri, serramenti danneggiati e aperture non sigillate. In quel caso chiede alla scuola una segnalazione formale e dettagliata, per programmare un nuovo sopralluogo e gli eventuali lavori di ripristino edilizio di propria competenza.
La Provincia riferisce che un sopralluogo nell’edificio era già stato effettuato il 16 luglio 2026. Eventuali riparazioni restano dunque legate all’accertamento di criticità strutturali e alla segnalazione della scuola: non coincidono con la derattizzazione, che, secondo la Provincia, deve essere gestita e pagata dall’istituto. Per le famiglie sono due aspetti distinti dello stesso problema negli ambienti frequentati ogni giorno dagli studenti.




