Bambina di 10 anni in ospedale per dolori alla pancia: è incinta di sei mesi

Una bambina di 10 anni è stata portata in ospedale in Argentina per dolori alla pancia: gli accertamenti hanno rilevato una gravidanza di circa sei mesi. Il patrigno è stato arrestato dopo la denuncia; le responsabilità restano da accertare.

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27/10/2026

In Argentina una bambina di 10 anni è stata portata in ospedale per dolori allo stomaco e i medici hanno scoperto che era incinta di circa sei mesi. È successo nella provincia di Santiago del Estero. Dopo la denuncia di violenza sessuale sulla minore, il patrigno di 33 anni è stato arrestato. Le indagini sono in corso e le responsabilità non sono state accertate.

Dall’arrivo in ospedale all’intervento della polizia

Ad accompagnare la bambina in ospedale è stata la madre. Il caso è avvenuto nella zona rurale di El Bracho, vicino a Colonia Dora, nella provincia di Santiago del Estero. Sono stati gli accertamenti medici a rilevare la gravidanza di circa sei mesi, dopo che la bambina aveva lamentato dolori alla pancia.

La bambina avrebbe riferito agli agenti di aver subito violenza sessuale da parte del patrigno. Il personale sanitario ha allertato la polizia, che ha avviato le indagini. Gli investigatori stanno cercando di ricostruire quanto denunciato: il racconto attribuito alla bambina non equivale all’accertamento delle responsabilità dell’uomo.

Il patrigno arrestato e il telefono sequestrato

Il patrigno, un uomo di 33 anni, è stato arrestato dopo la denuncia. Gli investigatori hanno sequestrato il suo telefono cellulare, che potrebbe contribuire a ricostruire le circostanze dei fatti denunciati. L’arresto e il sequestro sono avvenuti; resta invece da accertare che cosa sia successo alla bambina.

Il procuratore Guillermo Farías avrebbe disposto l’arresto e il sequestro del telefono. Le indagini riguardano le violenze sessuali denunciate e dovranno chiarirne le circostanze. Al momento non sono accertati né i tempi in cui sarebbero avvenuti i fatti né le responsabilità dell’uomo arrestato.

Le parole della nonna e dell’insegnante

La nonna della bambina ha raccontato di aver messo in guardia la figlia sul compagno, invitandola a non lasciare la piccola sola con lui. Ha spiegato che la figlia aveva conosciuto l’uomo attraverso il telefono e che lei non si fidava di lui. Si tratta della sua testimonianza, non di un elemento che chiarisca da solo i fatti oggetto dell’indagine.

Anche l’insegnante della bambina l’ha descritta come un’alunna tranquilla, che svolgeva i compiti, e ha detto di non aver notato comportamenti insoliti o momenti di crisi durante la permanenza a scuola. Ha aggiunto che la bambina non le aveva parlato di dolori né di problemi con il patrigno.

Le parole dell’insegnante riguardano ciò che aveva potuto osservare a scuola. Non permettono di stabilire quando o in quali circostanze sarebbero avvenuti i fatti denunciati: è questo uno degli aspetti che gli investigatori devono ancora chiarire.

Redazione
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