Famiglia nel bosco, mamma Catherine terrà un corso come docente a Roma sull’Intelligenza naturale

Catherine Birmingham porterà la propria esperienza a un corso dell’Istituto nazionale di Pedagogia Familiare. Resta aperto il reclamo per il ricongiungimento con i tre figli.

Trasparenza editoriale: questo articolo è stato realizzato con il supporto dell’intelligenza artificiale, sottoposto a verifiche automatizzate delle informazioni e revisionato dalla redazione di Mamme.it.

02/11/2026

Catherine Birmingham, la madre della cosiddetta famiglia nel bosco, ha ricevuto un incarico di collaborazione con l’Istituto nazionale di Pedagogia Familiare di Roma.

Parteciperà a un corso dedicato all’“intelligenza naturale”, portando ai corsisti la propria esperienza personale e professionale.

La novità arriva mentre resta aperta la vicenda dei tre figli: la Corte d’appello dell’Aquila deve ancora discutere il reclamo presentato dalla famiglia per il loro ricongiungimento.

Il corso e il contributo di Catherine

L’incarico prevede che Birmingham condivida la propria testimonianza personale e professionale con i partecipanti. Il percorso, come spiegato dall’avvocato Simone Pillon, ruota attorno al confronto tra un modello di intelligenza naturale e uno di intelligenza artificiale che, nella formulazione del corso, sarebbe basato su conformismo, luoghi comuni e imposizione di modelli di vita.

Non si tratta quindi di un corso universitario: l’attività è prevista nell’ambito dell’Istituto nazionale di Pedagogia Familiare (Inpef), ente accreditato dal Miur e aderente al progetto Carta del docente. L’istituto organizza percorsi di formazione per docenti e in ambito giuridico. La madre della famiglia nel bosco, ex istruttrice di equitazione australiana, porterà ai corsisti un’esperienza legata sia alla propria vita familiare sia al suo percorso professionale.

Il legale chiarisce il compenso

L’avvocato ha confermato l’incarico e ha precisato che la collaborazione non è finalizzata a raccogliere fondi per costruire una nuova casa familiare. Ha inoltre smentito la cifra di 60 euro l’ora circolata a proposito del compenso: per la partecipazione sarebbe previsto poco più di un rimborso spese.

Pillon, che assiste la famiglia, ha così chiarito sia l’importo indicato nelle indiscrezioni sia lo scopo della collaborazione con l’istituto. La precisazione distingue l’attività formativa dal progetto abitativo della famiglia.

Il ricongiungimento resta da decidere

La notizia dell’incarico arriva mentre la Corte d’appello dell’Aquila deve ancora discutere il reclamo sul ricongiungimento con i tre figli, collocati in una struttura a Vasto dopo l’allontanamento disposto nel novembre 2025.

Nel procedimento, il legale ha depositato una memoria di 36 pagine a sostegno del ritorno stabile dei bambini a casa. Il documento richiama, secondo la posizione della famiglia, i cambiamenti intervenuti dal novembre 2025. La decisione della Corte sull’eventuale ricongiungimento è ancora attesa.

Per la famiglia, il nodo resta il reclamo: la memoria depositata dal legale sostiene il ritorno stabile dei tre figli a casa, ma sarà la Corte d’appello a valutare la richiesta. L’incarico di Birmingham all’Inpef è distinto dalla decisione ancora attesa sui bambini.

Redazione
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