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13/10/2026
In un istituto superiore di Torino, un quattordicenne ha mostrato per pochi istanti ai compagni una pistola scacciacani priva del tappo rosso, durante la prima ora di lezione.
La docente ha notato l’oggetto, ha fatto sedere gli studenti e se l’è fatto consegnare, avvisando la presidenza. L’intervento ha permesso di gestire la situazione in pochi minuti.
La docente interviene, poi arriva la polizia
La scacciacani appariva identica a un’arma vera: la mancanza del tappo rosso non consentiva di riconoscerla subito come una pistola finta.
Dopo la segnalazione alla presidenza, sono intervenuti gli agenti di polizia, che avrebbero accompagnato lo studente fuori dall’edificio per ricostruire quanto accaduto.
Secondo La Stampa, il ragazzo risulterebbe indagato dalla procura per i minorenni per porto abusivo d’arma.
La preside riferisce il racconto del ragazzo
La dirigente scolastica dell’istituto Plana, Valentina Paterna, ha spiegato che, secondo il racconto del quattordicenne, alcuni ragazzi lo avrebbero accerchiato e derubato alla fermata dell’autobus qualche giorno prima.
L’episodio è ancora da verificare.
Per la preside, il giovane avrebbe portato con sé la scacciacani perché aveva paura e voleva sentirsi più sicuro, non per aggredire i compagni.
Il ragazzo avrebbe detto alla polizia di non aver usato la pistola e di averla portata per difendersi. La scuola ha chiesto agli studenti di rivolgersi agli adulti e agli insegnanti quando si trovano ad affrontare minacce o paura, anziché cercare di gestire da soli situazioni difficili.
Le verifiche della polizia e il sostegno della scuola
La polizia sta cercando di chiarire sia quanto sarebbe accaduto alla fermata dell’autobus sia come il quattordicenne sia entrato in possesso della scacciacani.
Per acquistare online quel modello sarebbe necessaria la maggiore età.
Al momento, però, non è accertato come l’oggetto sia arrivato nelle mani dello studente.
La scuola si sarebbe messa in contatto con la famiglia e con il servizio psicologico interno. Nelle prossime settimane è prevista la convocazione di un consiglio di classe straordinario per decidere come affrontare la situazione. Per l’istituto resta da seguire il ragazzo dopo quanto accaduto in aula, mentre si chiarisce il suo racconto sull’episodio alla fermata.




