A piedi ogni giorno per 29 chilometri: papà cinese sfida la fatica per portare il figlio a scuola

Cosa sarebbe disposto a fare un genitore per assicurare un futuro migliore al proprio figlio?

Risposta scontata: tutto ciò che è umanamente possibile, anzi, ci si organizza anche per l’impossibile.

Equilibristi esperti in salti mortali, madri e padri da sempre si giostrano fra conti che non quadrano, tempi da conciliare e altre difficoltà apparentemente insormontabili. 

Tutti a modo loro sconosciuti eroi del quotidiano come Yu Xukang, il papà protagonista di una storia che ha il sapore di una favola e arriva dalle colline di Yibin, nella Cina meridionale. Qui, fra strade sterrate e sentieri che attraversano i boschi, non passano gli scuolabus e il dodicenne Xiao Qiang – figlio disabile di Yu Xukang – dovrebbe rassegnarsi a non avere un’istruzione. Dovrebbe, appunto, se non fosse per il sacrificio di suo padre, che in barba alla fatica ogni giorno se lo carica in spalla per ben 29 chilometri – tutti da percorrere a piedi – consentendogli di raggiungere la scuola del villaggio vicino.

Chi dorme non piglia sogni, così questo quarantenne papà dal corpo gracile e dalla volontà granitica si sveglia all’alba, sistema sul dorso il cesto di vimini in cui alloggiare il pargolo e s’incammina passo dopo passo verso un futuro che tira giù le barriere a colpi di tenacia.

Il “Daily Mail” ha già eletto Yu Xukang uomo dell’anno e le autorità giapponesi promettono aiuti concreti per rendere meno faticosa la strada del piccolo Xiao Qiang – che per ora è il primo della classe – verso il traguardo del college, come si augura il papà.

L’amore rende tutto accessibile e arriva lontano: quello di Yu Xukang fino ad oggi ha già scalato una salita lunga 1.600 chilometri.

Francesca Maruccia
Francesca Maruccia

Una laurea in Lettere moderne, un master in editoria, tanti libri sul comodino e il pc (o un foglio) sempre pronto per scrivere. Da qualche tempo mi sono avvicinata alla filosofia green, ora leggo le etichette al supermercato e, soprattutto, cerco nei cassetti e in soffitta oggetti da recuperare in chiave creativa. Spesso mi trovate in biblioteca: organizzo laboratori di scrittura, letture animate e attività creative di riciclo con i bambini.

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