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23/09/2026
Il Governo ha annunciato un provvedimento ancora in definizione sulla composizione delle classi. L’ipotesi prevede una soglia massima del 30% di alunni con deficit linguistici e la possibilità di indirizzare i nuovi iscritti verso classi o istituti vicini quando il limite verrebbe superato. Resta da stabilire quale strada sarà scelta, tra decreto e disegno di legge.
La soglia prevista e gli inserimenti durante l’anno
Nel testo a cui sta lavorando il ministero dell’Istruzione, il tetto riguarderebbe gli alunni con deficit linguistici, dalle scuole elementari alle superiori, senza distinzioni tra cittadini europei ed extraeuropei. Non sarebbe quindi riferito in modo indistinto alla cittadinanza degli studenti.
Il meccanismo ipotizzato riguarda in particolare le nuove iscrizioni. In una classe già al 29%, per esempio, l’arrivo di quattro alunni non italofoni potrebbe comportare il loro indirizzamento ad altre aule o ad altri istituti della zona. Se si ricorresse a un decreto, questa possibilità potrebbe essere applicata anche agli inserimenti in corso d’anno; il sistema sarebbe poi previsto a regime con la finestra delle iscrizioni di gennaio.
Una soglia già prevista, con problemi pratici
Un limite del 30% era già indicato da una precedente circolare, ma la sua applicazione si è rivelata difficile. Antonello Giannelli, presidente dell’Associazione nazionale presidi, considera condivisibile sul piano educativo l’obiettivo di formare classi equilibrate, ma richiama le difficoltà organizzative per gli istituti.
Le scuole, osserva Giannelli, devono prima di tutto accogliere gli alunni del territorio, soprattutto nell’infanzia e nella primaria. Nei quartieri dove la presenza di famiglie straniere è più alta, rispettare una percentuale potrebbe richiedere spostamenti complessi. Il punto, per l’ANP, è disporre di strumenti concretamente attuabili e compatibili con il diritto degli alunni a frequentare la scuola del proprio territorio.
Le altre misure annunciate
Giorgia Meloni ha annunciato anche l’obbligo, per i genitori di studenti stranieri con problemi gravi di inserimento scolastico, di imparare l’italiano, oltre al divieto di burqa e niqab a scuola. Sono misure distinte dalla soglia sugli alunni con deficit linguistici e restano legate al contenuto definitivo del provvedimento.
Antonio Tajani ha condiviso l’obiettivo di tutelare lingua e identità italiana, precisando però che il progetto dovrà essere esaminato nel dettaglio. Il centrosinistra contesta l’iniziativa, mentre Federconsumatori la definisce discriminatoria e chiede che l’attenzione si concentri anche sul diritto allo studio.
Il nodo per le famiglie
Federconsumatori stima per quest’anno una spesa superiore a 670 euro per il corredo scolastico e di 545 euro per i libri. L’associazione chiede sostegni al diritto allo studio, la gratuità dei testi nella scuola dell’obbligo e il rafforzamento del trasporto scolastico.
Per famiglie e istituti, il passaggio più concreto resta quello degli inserimenti: se la misura prendesse la forma del decreto, gli indirizzamenti verso altre classi o scuole potrebbero riguardare anche le iscrizioni durante l’anno; con le iscrizioni di gennaio, invece, il sistema sarebbe chiamato a trovare un equilibrio già nella formazione delle classi.




