Multe fino a 2.000 euro ai genitori per i reati dei figli: la bozza del decreto sicurezza

La bozza del decreto sicurezza prevede multe fino a 2.000 euro per i genitori in caso di reiterazione della condotta del minore, oltre a possibili risarcimenti.

Trasparenza editoriale: questo articolo è stato realizzato con il supporto dell’intelligenza artificiale, sottoposto a verifiche automatizzate delle informazioni e revisionato dalla redazione di Mamme.it.

22/10/2026

La bozza del decreto sicurezza prevede multe per chi esercita la responsabilità genitoriale quando un minorenne partecipa a determinati reati. La sanzione amministrativa sarebbe compresa tra 500 e 1.000 euro e salirebbe a 1.000-2.000 euro se il minore ripete la condotta.
Il testo contempla anche una possibile richiesta di risarcimento per i danni a beni pubblici e privati.
La misura è contenuta in un decreto approvato dal governo, ma non è ancora una legge definitiva: il Parlamento potrà esaminarlo e convertirlo.

Quando scatterebbe la multa e quali sono gli importi

La sanzione sarebbe applicabile anche se il minorenne non è imputabile, cioè non può essere processato in sede penale. La bozza stabilisce un importo iniziale da 500 a 1.000 euro; in caso di reiterazione della condotta del minore, la somma salirebbe a 1.000-2.000 euro. In entrambi i casi, il genitore potrebbe evitare la multa dimostrando di non aver potuto impedire il fatto.

Se il prefetto applicasse la sanzione più alta per la ripetizione della condotta, potrebbe inoltre segnalare al tribunale per i minorenni del luogo di residenza dei genitori l’opportunità di attivare progetti personalizzati di sostegno alla funzione educativa della famiglia.

Il testo richiama i reati indicati dall’articolo 10, comma 6-quater, del decreto-legge 14 del 2017 e quelli previsti dagli articoli 419, 420, 420-bis e 635.1 del codice penale. Tra le fattispecie menzionate figurano la violenza organizzata durante manifestazioni pubbliche e il danneggiamento commesso da un gruppo organizzato. La sanzione sarebbe irrogata dal prefetto. Resta da chiarire con quali criteri verrebbe valutata la possibilità per un genitore di impedire la condotta.

Nella bozza, il prefetto potrebbe chiedere il risarcimento dei danni ai beni pubblici

Con l’ordinanza che ingiunge il pagamento della multa, il prefetto potrebbe ordinare ai genitori anche il pagamento dei danni causati a beni dello Stato, delle Regioni o degli enti locali. La somma sarebbe destinata all’ente pubblico danneggiato e quantificata dal prefetto sulla base degli atti. La bozza affianca così alla sanzione amministrativa la possibilità di recuperare il valore dei danni ai beni pubblici.

Contro l’ingiunzione relativa al risarcimento sarebbe possibile fare opposizione entro 40 giorni dalla notifica, davanti al tribunale del luogo di residenza dei genitori e nei confronti dell’ente beneficiario.

Come potrebbero agire i privati danneggiati

La bozza prevede una strada distinta per chi subisce danni a beni privati. Il proprietario potrebbe chiedere al giudice un decreto ingiuntivo, cioè un ordine di pagamento, sulla base dell’ordinanza del prefetto e degli atti che la accompagnano. Alla richiesta andrebbe allegata una consulenza tecnica di parte con la stima dei danni. L’ordinanza e i relativi documenti costituirebbero prove scritte; il decreto ingiuntivo sarebbe provvisoriamente esecutivo, pur restando contestabile.

Se pubblicato in Gazzetta Ufficiale, il decreto-legge entrerebbe in vigore; il Parlamento avrebbe poi 60 giorni per convertirlo e potrebbe modificarlo. Per le famiglie, anche la possibilità di una segnalazione per progetti di sostegno educativo dipenderà dalle disposizioni effettivamente in vigore.

Redazione
Redazione

La Redazione di Mamme.it è composta da mamme, blogger e professionisti del settore che condividono esperienze, informazioni e approfondimenti dedicati alla gravidanza, alla maternità, alla crescita e all'educazione dei bambini. Ogni giorno lavoriamo per offrire alle famiglie contenuti utili, chiari e aggiornati, con particolare attenzione all'affidabilità delle informazioni e alle fonti scientifiche

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *