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Ci sono bambini che trascorrono settimane in ospedale, neonati prematuri che hanno bisogno di cure speciali, piccoli che aspettano una famiglia e genitori che affrontano momenti particolarmente difficili.
Accanto a loro, in tutta Italia, operano associazioni e volontari che dedicano tempo, attenzione e affetto a chi ne ha più bisogno.
Fare volontariato per aiutare i bambini significa offrire un sostegno concreto, attraverso attività molto diverse: dalle coccole ai neonati ricoverati alla lettura di fiabe, dai laboratori creativi alla realizzazione di piccoli indumenti per i prematuri, fino all’accoglienza delle famiglie lontane da casa.
Non servono necessariamente competenze sanitarie.
In molte associazioni bastano disponibilità, sensibilità e la volontà di seguire un percorso di formazione. Ecco alcune delle realtà italiane a cui rivolgersi per iniziare.
Associazioni che realizzano indumenti per neonati prematuri
Cuore di Maglia è un’associazione di volontariato che realizza piccoli indumenti e accessori destinati ai neonati ricoverati nei reparti di Neonatologia e Terapia Intensiva Neonatale.
Le volontarie confezionano copertine, cappellini, scarpine e altri manufatti seguendo modelli e indicazioni concordati con il personale sanitario. L’associazione collabora con oltre 90 reparti italiani.
Associazioni che realizzano polpetti per neonati prematuri
Tra le iniziative dedicate ai prematuri rientra anche l’Octopus Therapy, conosciuta come polpoterapia, che prevede la realizzazione di polipetti all’uncinetto impiegati in alcuni reparti come oggetti di conforto, sempre con l’autorizzazione degli operatori sanitari.
Le associazioni che si occupano di realizzare polipetti sono:
- Il Cuore Tra le Mani Aps, donano i polipetti al Bambino Gesù Roma, Monaldi di Napoli, San Leonardo di Castellammare di Stabia e Umberto I di Nocera Inferiore
- Octopus for a Preemie Italy – TINtacoli (Il progetto collabora con diversi ospedali italiani, tra cui: Ospedale Bufalini (Cesena), Ospedale Infermi (Rimini), Ospedale Maggiore (Bologna), Ospedale Pietro Barilla (Parma), AOUI Verona (Borgo Trento), Ospedale San Gerardo (Monza), AOU Sassari
- Mani di Mamma – ODV (Sono presenti negli ospedali: Acireale (CT): Ospedale S. Marta e S. Venera, Acquaviva delle Fonti (BA): Ospedale Miulli, Agrigento: Ospedale S. Giovanni di Dio, Ancona: Presidio ospedaliero G. Salesi, Aosta: Ospedale Beauregard, Arzignano (VI): Ospedale Cazzavillan, Avola (SR): Presidio ospedaliero G. Di Maria, Bassano del Grappa (VI): Ospedale S. Bassiano, Battipaglia: Ospedale S. Maria della Speranza, Belluno: Ospedale San Martino, Benevento: A. O. G. Rummo, Bergamo: Ospedale Papa Giovanni XXIII, Bologna: Ospedale Maggiore C.A. Pizzardi, Policlinico S. Orsola-Malpighi, Caltagirone (CT): Ospedale Gravina Santo Pietro, Carpi (MO): Ospedale Ramazzini, Castelfranco Veneto (TV): Ospedale S. Giacomo Apostolo, Catania: P.O. Garibaldi-Nesima, Policlinico Universitario, Ospedale Cannizzaro, A.O. S. Marco, Ciriè (TO): Ospedale di Ciriè, Cittiglio (VA): Ospedale Causa Pia Luvini, Conegliano (TV): Ospedale Santa Maria dei Battuti, Cosenza: A. O. “SS. Annunziata”, Cremona: Ospedale Maggiore, Desenzano del Garda (BS): Ospedale di Desenzano, Erice (TP): P.O. S. Antonio Abate Casa Santa di Erice, Esine (BS): Ospedale Civico, Feltre (BL): Ospedale Santa Maria del Prato, Ferrara: Arcispedale Sant’Anna, Genova: Ospedale Pediatrico Gianna Gaslini, Ospedale San Martino, La Spezia: Patologia Neonatale Sant’Andream, Legnago (VR): Ospedale Mater Salutis, Lido di Camaiore (LU): Ospedale Della Versilia, Lucca: Ospedale S. Luca, Mantova: Ospedale Carlo Poma, Massa Carrara: Nuovo Ospedale Apuano, Modena: Azienda Ospedaliera Universitaria, Monserrato (CA): Policlinico Universitario Duilio Casula, Montebelluna (TV): Ospedale Civile, Negrar di Valpolicella (VR): Ospedale Sacro Cuore Don Calabria, Palermo: Clinica Candela, Ospedale Buccheri La Ferla, Ospedale Civico Di Cristina, P. U. Paolo Giaccone, Villa Serena, A.O. Ospedali riuniti Villa Sofia-Cervello, P.O. “G.F. Ingrassia”, Patti (ME): Ospedale Barone Romeo, Pavia: Policlinico San Matteo, Peschiera del Garda (VR): Clinica Pederzoli, Ragusa: Ospedale Giovanni Paolo II, Reggio Calabria: Grande Ospedale Metropolitano, Reggio Emilia: Arcispedale Santa Maria Nuova, San Bonifacio (VR): Ospedale Fracastoro, Savigliano (CN): Ospedale SS. Annunziata, Savona: Ospedale S. Paolo, Schio (VI): Ospedale Santorso, Seriate (BG): Ospedale Bolognini, Taormina (ME): Ospedale San Vincenzo, CCPM, Torino: Ospedale Mauriziano Umberto I, Treviglio (BG): Ospedale Treviglio-Caravaggio, Varese: Ospedale Filippo del Ponte, Vercelli: Ospedale Sant’Andrea, Verona: Polo della Donna e del Bambino, Viareggio: Ospedale Della Versilia, Vicenza: Ospedale. San Bortolo, Vigevano (PV): Ospedale Civile, ,Villafranca (VR): Ospedale Magalini, Voghera (PV): Ospedale Civile
- L’abbraccio dei prematuri, Castelnuovo Vomano (TE)
Associazioni che si dedicano a “coccolare” i neonati
- I bambini Dharma: l’associazione I Bambini Dharma, nata nel 2011 a Brescia, si occupa di bambini ricoverati che vivono situazioni di particolare fragilità, tra cui neonati non riconosciuti alla nascita e piccoli temporaneamente privi di una presenza familiare.
I volontari, chiamati affettuosamente zii e zie Dharma, trascorrono del tempo con i bambini, li coccolano, raccontano fiabe, giocano con loro e, quando autorizzati, collaborano alle attività quotidiane di accudimento.
L’obiettivo è offrire una presenza stabile, rassicurante e rispettosa dei bisogni di ogni bambino, lavorando in collaborazione con il personale ospedaliero.
Per diventare volontari di corsia è necessario essere maggiorenni e seguire una formazione specifica.
Attenzione: l’associazione segnala attualmente la sospensione del corso per nuovi volontari di corsia, perché il gruppo è al completo.
È possibile seguire gli aggiornamenti per le prossime iscrizioni oppure informarsi sul volontariato a supporto delle iniziative e degli eventi.
- Donatori di Coccole ODV: Tra le realtà dedicate ai bambini più piccoli c’è Donatori di Coccole ODV, attiva nell’ambito della Neonatologia dell’Ospedale dei Bambini di Parma.
I volontari affiancano i neonati ricoverati che, per differenti motivi, non possono contare sulla presenza continua dei genitori. Li cullano, parlano con loro e offrono momenti di vicinanza e conforto.
Si tratta di attività svolte nel rispetto delle condizioni cliniche del bambino e delle indicazioni dell’équipe sanitaria.
Chi desidera diventare donatore di coccole deve rivolgersi all’associazione per conoscere requisiti, selezioni ed eventuali percorsi di formazione.
- Le Coccole di Mamma Irene: vicinanza ai neonati e sostegno alle famiglie Torino, Piemonte
Le Coccole di Mamma Irene è un’associazione nata per offrire sostegno ai bambini ricoverati in Terapia Intensiva Neonatale e alle loro famiglie.
Le sue iniziative comprendono attività di vicinanza e supporto ai piccoli pazienti e ai genitori che affrontano l’esperienza del ricovero.
Chi è interessato a collaborare può rivolgersi direttamente all’organizzazione per conoscere i progetti disponibili e le eventuali opportunità di volontariato.
- Le Coccole di Chiara opera principalmente sostenendo i neonati e le famiglie dei reparti di Terapia Intensiva Neonatale (TIN), in particolare presso il Policlinico Gemelli di Roma
Attraverso le proprie iniziative, l’associazione cerca di offrire un aiuto concreto durante un periodo delicato della vita familiare.
Per conoscere le attività a cui è possibile contribuire, le campagne in corso e le modalità di collaborazione, è opportuno consultare i canali ufficiali.
- La Prima Coccola è una realtà legata al sostegno dei neonati ricoverati nella Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale di Rimini e delle loro famiglie.
L’associazione contribuisce a rendere meno difficile l’esperienza del ricovero, attraverso iniziative di solidarietà e progetti dedicati ai bisogni dei bambini e dei genitori.
Anche in questo caso, chi desidera offrire il proprio tempo può informarsi direttamente sulle modalità di partecipazione e sulle attività per le quali è richiesto un aiuto.
Associazioni che promuovono il gioco e la vicinanza ai bambini in ospedale
- ABIO – Associazione per il Bambino in Ospedale è una delle principali realtà italiane dedicate al volontariato nei reparti pediatrici.
I volontari accolgono i bambini e le loro famiglie, propongono giochi, attività ricreative e momenti di svago per rendere meno difficile l’esperienza dell’ospedalizzazione.
La rete ABIO comprende 50 associazioni locali e opera in oltre 200 reparti pediatrici italiani.
Per diventare volontari non occorre avere una formazione sanitaria, ma è necessario essere maggiorenni, frequentare un corso teorico e svolgere un tirocinio di circa sei mesi. È inoltre richiesta la disponibilità per un turno fisso di mezza giornata ogni settimana.
- Dynamo Camp: Limestre, Toscana, e progetti in diverse città italiane
Un’altra importante realtà è Dynamo Camp, che organizza attività di terapia ricreativa per bambini e ragazzi con patologie gravi o croniche e altre condizioni di fragilità.
Grazie ai volontari, i bambini possono partecipare a laboratori artistici, spettacoli, attività sportive e altre esperienze pensate per valorizzare le loro capacità, favorire la socializzazione e offrire momenti di serenità.
È possibile partecipare come volontari alle sessioni dedicate alle famiglie, ai soggiorni per bambini e adolescenti oppure ai progetti organizzati fuori dal Camp.
Per candidarsi occorre seguire una procedura di selezione e formazione. Le candidature per la stagione 2027 risultano riaperte dal 4 ottobre 2026.
- L’AVOI ODV (Associazione Volontari Ospedalieri per l’Infanzia) ad Alessandria supporta i bambini ricoverati e le loro famiglie.
I volontari organizzano attività ludiche, didattiche e di animazione nelle sale gioco dell’ospedale e direttamente al letto dei bambini. Propongono laboratori di acquarello, incisione, giocoleria e maschere.
Associazioni che portano divertimento all’interno degli ospedali – Clownterapia
Federazione ViviamoInPositivo VIP ITALIA ONLUS
La Federazione VIP Italia ONLUS nasce nel maggio del 2003 dall’unione di 10 Associazioni VIP (oggi ha 60 associazioni e più di 5000 volontari clown di corsia).
Soccorso Clown
Nasce nel 1997 in Italia, presso l’Ospedale Pediatrico “Mayer” di Firenze. .
Fondazione Theodora ONLUS
Fondation Théodora – costituita nel 1993 per aiutare i bambini in ospedale. Il debutto in Italia avviene nel 1995 con la prima visita di un Dottor Sogni, il Dottor Strettoscopio nel reparto pediatrico dell’Istituto dei Tumori di Milano. Nel 1999 diventa organizzazione non lucrativa di utilità sociale (ONLUS).
Clown One Italia
E’ un’associazione non a scopo di lucro, che si occupa di portare aiuto umanitario e arte come strumento di pace e solidarieta’, nel mondo. Fondata nel giugno dell’anno 2000 da Ginevra Sanguigno, attrice, clown.
Medicus Comicus
Nel 1998 a Bolzano è nata l’Associazione Medicus Comicus; i dottori-clown svolgono il loro servizio nei reparti di pediatria degli ospedali altoatesini di Merano, Bolzano, Bressanone, Vipiteno, Brunico e San Candido.
Veronica Sacchi
I volontari portano la clownterapia in strutture sanitarie di Milano, Lecco e provincia, come l’Ospedale San Paolo e l’Ospedale Manzoni o il reparto di oncologia dell’Ospedale Pini.
Fondazione Garavaglia – Dottor Sorriso
Nel 1995 a Milano, nasce la Fondazione no profit Dottor Sorriso istituita da Aldo Garavaglia.
I dottori clown si recano presso gli ospedali pediatrici della città di Milano e provincia per visitare i bambini ricoverati e i loro genitori.
Federazione Nazionale Clowndottori
Nasce il 12 dicembre 2005 a Roma dall’esigenza di far chiarezza sulle modalità di intervento di un clowndottore, offrirgli una formazione adeguata e un codice deontologico che sia in stretta linea dell’organizzazioen sanitaria.
La Federazione Nazionale delle Associazioni “Ridere per Vivere”
Nasce nel 2003 unendo le varie realtà locali esistenti nelle regioni (la prima, quella del Lazio, è nata nel gennaio 1996). Si tratta di un’Associazione senza scopo di lucro.
Teniamoci per mano
i clown, attraverso il gioco e la fantasia aiutano a trasformare grigie giornate d’ospedale in straordinari momenti di magia.
Associazioni che realizzano desideri di bambini malati
- Make-A-Wish Italia si occupa di realizzare i desideri di bambini e ragazzi affetti da gravi malattie, offrendo loro un’esperienza speciale da condividere con i propri cari.
I volontari possono incontrare i bambini e le loro famiglie, collaborare all’organizzazione dei desideri oppure contribuire agli eventi e alle attività di raccolta fondi.
L’associazione permette anche di mettere a disposizione competenze professionali, ad esempio nella fotografia, nella comunicazione e nell’organizzazione di iniziative.
Per diventare volontari è necessario avere almeno 21 anni e seguire un percorso di selezione e formazione. Non sono previsti turni settimanali fissi, ma è richiesta affidabilità negli impegni assunti.
- Peter Pan ODV: una casa per le famiglie dei bambini malati di tumore, Roma, Lazio
Quando un bambino deve affrontare una lunga terapia oncologica lontano da casa, anche trovare un luogo in cui soggiornare può diventare una difficoltà per la famiglia.
Peter Pan ODV offre accoglienza gratuita a bambini e adolescenti malati di tumore che arrivano a Roma per curarsi, insieme ai loro familiari.
L’associazione mette a disposizione case di accoglienza e servizi di sostegno. I volontari collaborano alle attività quotidiane, all’accompagnamento delle famiglie e all’organizzazione di momenti di socializzazione.
Chi desidera contribuire può informarsi sulle opportunità di volontariato e sulle necessità dell’associazione.
- CasaOz: sostegno quotidiano ai bambini e alle famiglie, Torino, Piemonte
CasaOz è una realtà torinese che offre sostegno ai bambini e alle famiglie che affrontano la malattia o situazioni di difficoltà.
Attraverso attività educative, creative e ricreative, cerca di offrire ai più piccoli occasioni di socialità e una quotidianità il più possibile serena.
I volontari collaborano in diversi ambiti: dal supporto durante i compiti alle attività in cucina, dai trasporti all’organizzazione degli eventi, fino alle iniziative in ambito ospedaliero.
È una possibilità per chi desidera aiutare i bambini anche attraverso attività organizzative e pratiche.
Volontariato con bambini attraverso la lettura e le attività educative
- Nati per Leggere: diventare volontari per leggere ai bambini. Progetti locali in tutta Italia
Chi ama i libri e desidera condividere questa passione con i più piccoli può avvicinarsi a Nati per Leggere, il programma nazionale che promuove la lettura condivisa fin dalla prima infanzia.
I volontari organizzano e partecipano a momenti di lettura rivolti ai bambini e alle famiglie, collaborando con biblioteche, servizi educativi, strutture sanitarie e altre realtà del territorio.
Non si tratta soltanto di leggere una fiaba, ma anche di sensibilizzare i genitori sull’importanza della lettura nella relazione con i figli.
Per partecipare è necessario frequentare un corso di formazione e rivolgersi a uno dei progetti territoriali.
Come diventare volontario per aiutare i bambini
Le opportunità di volontariato sono numerose, ma ogni associazione stabilisce regole specifiche per l’accesso alle proprie attività.
In generale, per iniziare è utile individuare una realtà vicina alla propria città, consultare il sito ufficiale e verificare la presenza di candidature aperte.
Per le attività a diretto contatto con i minori sono spesso richiesti requisiti particolari, come la maggiore età, colloqui conoscitivi, formazione, rispetto delle procedure di tutela dei bambini e disponibilità a garantire una presenza continuativa.
Nei reparti ospedalieri, in particolare, i volontari devono rispettare le indicazioni del personale sanitario, le norme igieniche e la riservatezza delle informazioni riguardanti i piccoli pazienti.
Chi non può dedicare molte ore al volontariato in presenza può valutare altre forme di partecipazione, come la realizzazione di manufatti, la collaborazione agli eventi solidali, il supporto organizzativo oppure la messa a disposizione delle proprie competenze professionali.
Si può fare volontariato per i bambini anche senza esperienza?
Sì, molte associazioni accolgono persone che non hanno precedenti esperienze di volontariato o qualifiche professionali specifiche.
La preparazione necessaria viene generalmente fornita attraverso percorsi formativi organizzati dalle singole realtà.
È però importante distinguere tra la volontà di aiutare e le responsabilità che derivano dall’assistenza a bambini in condizioni di fragilità. Per questo le associazioni possono prevedere selezioni, colloqui, periodi di affiancamento e verifiche prima dell’inserimento.
Il volontariato richiede soprattutto empatia, capacità di ascolto, responsabilità e rispetto delle esigenze dei bambini e delle loro famiglie.
Non è necessario compiere gesti straordinari per offrire un contributo. A volte basta dedicare qualche ora alla settimana, leggere una storia, organizzare un gioco o realizzare un piccolo indumento destinato a un neonato prematuro.
Ciò che conta è scegliere un’attività adatta alle proprie possibilità e portarla avanti con attenzione e continuità.




