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03/11/2026
Il disegno di legge di Bilancio 2027 propone di ridurre di 6.974 posti gli organici della scuola dal prossimo anno scolastico: 4.925 nell’organico dell’autonomia dei docenti e 2.049 tra il personale amministrativo, tecnico e ausiliario (ATA).
La misura, contenuta nell’articolo 66, comma 5, è stata approvata dal Consiglio dei ministri il 28 ottobre e trasmessa alla Camera. L
’iter parlamentare è ancora in corso: il testo può quindi essere modificato prima dell’approvazione definitiva.
Come si dividerebbe la riduzione degli organici
La riduzione scatterebbe dal 1° settembre 2027, con l’avvio dell’anno scolastico 2027/2028.
La quota maggiore riguarda i docenti: 4.925 posti in meno nell’organico dell’autonomia, che comprende le dotazioni di personale delle scuole.
Per il personale ATA, che svolge funzioni amministrative, tecniche e ausiliarie, il disegno di legge prevede una riduzione di 2.049 posti.
La relazione tecnica che accompagna il provvedimento stima risparmi per 83,9 milioni di euro nel 2027 e per 251,7 milioni annui dal 2028. Il primo importo è inferiore perché nel 2027 la riduzione avrebbe effetto soltanto da settembre. Le cifre descrivono gli effetti previsti dal disegno di legge, non una misura già entrata in vigore.
Il nuovo intervento si somma ai tagli precedenti
La proposta si aggiunge alle riduzioni previste dalla Legge di Bilancio 2025: 5.660 posti nell’organico dei docenti dall’anno scolastico 2025/2026 e 2.174 posti ATA, inizialmente previsti per lo stesso anno e poi rinviati al 2026/2027. Sommando i due interventi, il totale dei posti interessati arriva a 14.808: 10.585 relativi ai docenti e 4.223 al personale ATA.
Il Governo collega la nuova riduzione al calo demografico della popolazione scolastica. Il testo, però, non indica come i posti sarebbero distribuiti tra regioni e gradi di istruzione. Per i docenti restano da chiarire anche i criteri relativi a posti comuni, sostegno e potenziamento; per il personale ATA, quelli riferiti ai singoli profili professionali.
La protesta dei sindacati e i passaggi ancora aperti
La FLC CGIL contesta la scelta e chiede il ritiro della misura.
La segretaria generale Gianna Fracassi sostiene che la riduzione colpisca la scuola statale e avverte che i tagli al personale ATA, in particolare ai collaboratori scolastici, potrebbero incidere su attività come vigilanza, assistenza agli alunni e apertura degli edifici.
Si tratta di una preoccupazione espressa dal sindacato, mentre la distribuzione concreta dei posti non è ancora definita.
La FLC CGIL ha inoltre annunciato la propria adesione allo sciopero generale del comparto Istruzione e Ricerca del 20 novembre. Per le famiglie e le scuole, il punto pratico da seguire nell’iter della manovra resta dunque se e come la riduzione sarà applicata e se il testo cambierà durante l’esame parlamentare.



