Bozza decreto scuola: possibile allontanamento se i genitori non seguono l’italiano e c’è un pregiudizio per il figlio

Se il mancato rispetto di un percorso di italiano avesse causato un concreto pregiudizio al minore, la bozza contemplava il collocamento fuori famiglia. Valditara ha escluso l’allontanamento e indicato sanzioni da 200 a 1.000 euro.

26/09/2026

La bozza del decreto scuola contemplava il possibile collocamento di un minore fuori dalla famiglia se i genitori stranieri non avessero rispettato un progetto di sostegno per superare le barriere linguistiche, senza giustificati impedimenti e con un concreto pregiudizio per il suo percorso scolastico. Dopo l’approvazione del decreto in Consiglio dei ministri, il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara ha escluso l’allontanamento e ha indicato sanzioni amministrative da 200 a 1.000 euro per chi rifiuta il percorso. La formulazione del testo approvato non è riportata: le sanzioni sono quelle indicate dal ministro, mentre il collocamento fuori famiglia compariva nella bozza.

Dalla segnalazione della scuola ai corsi di italiano

Secondo la bozza, la scuola avrebbe dovuto segnalare ai servizi sociali territorialmente competenti i casi in cui persistenti barriere linguistiche di chi esercita la responsabilità genitoriale ostacolassero l’integrazione scolastica o il percorso educativo del figlio. La segnalazione era prevista anche se quelle difficoltà incidevano sul comportamento del minore a scuola o sul rispetto degli impegni assunti dalla famiglia con il Patto di corresponsabilità educativa.

I servizi sociali avrebbero valutato la situazione del minore e del nucleo familiare e l’eventuale necessità di interventi di sostegno. Il progetto personalizzato di sostegno alla genitorialità comprendeva un percorso gratuito di alfabetizzazione e apprendimento dell’italiano, finalizzato a una certificazione di livello almeno A2. Quando possibile, potevano aggiungersi attività formative sulla corresponsabilità educativa.

La bozza escludeva dagli adempimenti i genitori con gravi limitazioni della capacità di apprendimento linguistico dovute all’età, a patologie o a disabilità, attestate da una struttura sanitaria pubblica o da un medico convenzionato con il Servizio sanitario nazionale. Per gli altri, il possibile collocamento fuori famiglia era collegato alla mancata osservanza del progetto in assenza di comprovati motivi di salute, cause di forza maggiore o altri gravi impedimenti, e solo se ne derivava un concreto pregiudizio per il percorso educativo e l’integrazione scolastica del minore.

Valditara esclude l’allontanamento

La precisazione del ministro riguarda dunque una conseguenza diversa da quella contemplata nella bozza. Valditara ha smentito la possibilità di allontanare il figlio dalla famiglia e ha parlato di multe da 200 a 1.000 euro per chi rifiuta di seguire il percorso di italiano. Restano distinti la segnalazione delle difficoltà linguistiche, la valutazione dei servizi sociali e la conseguenza indicata per la mancata partecipazione.

Il tetto del 30% e le altre misure per la scuola

La bozza prevedeva dal 2027/2028 un tetto del 30% nelle classi iniziali di primaria, medie e superiori, ma non per tutti gli alunni con cittadinanza non italiana. Alla primaria il criterio riguardava chi non fosse nato in Italia o non avesse frequentato almeno due anni di scuola dell’infanzia; alle medie e alle superiori, chi non avesse frequentato con esito positivo per almeno tre anni il sistema nazionale di istruzione.

Se il limite non fosse stato rispettabile, gli uffici scolastici territoriali, d’intesa con i dirigenti, avrebbero dovuto organizzare una distribuzione tra scuole vicine, considerando la prossimità e le esigenze familiari. Per potenziare l’italiano nelle scuole che non riuscissero a rispettare il tetto erano indicati 3,4 milioni di euro nel 2027 e 14,1 milioni annui dal 2028.

Il provvedimento comprendeva inoltre il divieto di partecipare alle attività scolastiche e agli incontri scuola-famiglia con il volto coperto, salvo specifiche ragioni sanitarie o di sicurezza, con sanzioni da 200 a 1.000 euro. La bozza prevedeva anche, dal 2027/2028, un’ora settimanale aggiuntiva e facoltativa di latino dal secondo anno delle medie. Per le famiglie coinvolte nei percorsi di italiano, la distinzione decisiva resta questa: la bozza contemplava, a condizioni precise, il collocamento fuori famiglia; Valditara ha invece escluso l’allontanamento e indicato sanzioni amministrative.

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