Asilo e grembiule, un consiglio per gli acquisti

La scuola materna è un momento fondamentale per la crescita di un bambino: dal distacco dalla mamma alle prime amicizie, dai primi scarabocchi alle prime opere d’arte ogni giorno è una conquista da farsi con gli accessori giusti, come un pennarelli, tempere e grembiule.

L’acquisto di un grembiulino non è sempre obbligatorio, alcuni istituti si ingegnano con t-shirt usate di una o due taglie più grandi da far indossare sopra i vestiti del bambino, in modo da ripararlo da eventuali “incidenti di percorso”. Molti istituti, invece, richiedono l’acquisto di un classico grembiule.

Dopo l’esito negativo della lunga ricerca fra amiche e parenti, madri di piccoli ora cresciuti, di un dismesso grembiulino, la soluzione più naturale sarebbe di cercare fra le decine e decine di modelli proposti da supermercati e negozi per l’infanzia. Se l’idea di acquistare un capo omologato e uniforme ad altre migliaia di grembiulini non vi conquista, non temete: un’alternativa c’è.

Il suo nome è Lino, perfetto se siete alla ricerca di un grembiuLino davvero originale e, soprattutto, biologico. Si tratta di un grembiule 100% cotone e 100% riutilizzato, cioè realizzato con sfridi e scampoli di tessuti – rigorosamente made in Italy – cuciti insieme con maestria e molta creatività. Il risultato è un grembiule unico e molto originale, colorato e fantasioso, ma anche comodo. Infatti, al posto dei classici bottoni, Lino ha una chiusura a lampo laterale che permette al bambino di metterlo e toglierlo con estrema facilità, favorendone l’autonomia.

Lino è, quindi, un prodotto che ben possiamo acquistare per il corredo dell’asilo dei nostri piccoli: massima attenzione all’ambiente e alla qualità dei tessuti, unito a un tocco di fantasia e creatività, è l’ideale per le prime pennellate e i primi capolavori del nostro cucciolo.

Prodotto da AquaPotabile, è acquistabile presso alcuni rivenditori online , come Tabata Shop o Buru Buru.

Valentina Oberti
Valentina Oberti

Laureata in Giurisprudenza, nutro uno spiccato interesse verso il mondo che ci circonda. Non ricordo cosa mi ha fatto sollevare il velo di Maya (la maternità, la maturità o il caso?) e scoprire l’importanza del mondo bio: ne è nata una passione, che da allora non si è più sopita e si è tradotta in attenzione alla qualità, provenienza e genuinità di tutto quanto passa sulla mia strada. Mamma, idealista ed ecologista, queste forse le tre parole che meglio mi descrivono.

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