Scuola dell’infanzia in arrivo? Prepariamoci sin da ora

Per molte famiglie queste settimane sono l’occasione per partecipare ai vari open day che le varie scuole dell’infanzia stanno organizzando.

Ambienti e metodi educativi, orari e distanza da casa sono i fattori che principalmente guidano nella scelta per la miglior scuola per i nostri figli.

Sebbene settembre possa sembrare lontano (soprattutto con un bambino di pochi anni per casa), il tempo volerà e in men che non si dica inizierà l’avventura dell’asilo. Il tempo è tiranno e, quindi, approfittiamone sin da ora per iniziare a seguire i giusti accorgimenti che aiuteranno nella delicata fase dell’inserimento.

Iniziamo a spiegare al bambino che le cose – una volta tornati dalle vacanze – cambieranno: che ormai è grande e, quindi, a settembre lo aspetterà un posto bellissimo, pieno di bambini e su misura per lui dove potrà divertirsi tantissimo. In particolare, se il bambino non frequenta il nido ed è a casa con noi, cerchiamo gradualmente di mandarlo per un tempo sempre crescente a casa di nonni o cuginetti di modo che inizi a distaccarsi dall’esclusiva figura materna. Oltre a parlarne, è molto utile andare anche fuori dall’asilo per familiarizzare con la struttura e fargli vedere i giochi con cui potrà divertirsi.

Quanto alle abitudini, ogni istituto segue le sue regole, in generale se sarà previsto il riposino pomeridiano sarebbe meglio iniziare a eliminare il latte o la camomilla prima di andare a dormire: difficilmente, l’istituto sarà propenso a conservare questi usi.Ultimi mesi anche per avviare lo spannolinamento: chi non lo avesse ancora fatto è bene approfittare dei pochi mesi che mancano per insegnare al bambino come comportarsi quando “scappa la pipì”.

Infine, un ultimo suggerimento: per vestiti e scarpe – se dobbiamo fare degli acquisti – prediligiamo sin da ora abiti comodi, senza laccetti, bottoni, bretelle e stringhe: all’asilo non piacciono molto, anzi per nulla!

Valentina Oberti
Valentina Oberti

Laureata in Giurisprudenza, nutro uno spiccato interesse verso il mondo che ci circonda. Non ricordo cosa mi ha fatto sollevare il velo di Maya (la maternità, la maturità o il caso?) e scoprire l’importanza del mondo bio: ne è nata una passione, che da allora non si è più sopita e si è tradotta in attenzione alla qualità, provenienza e genuinità di tutto quanto passa sulla mia strada. Mamma, idealista ed ecologista, queste forse le tre parole che meglio mi descrivono.

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