La vita di un genitore è una questione di fasi

La vita di un genitore è una questione di fasi, lo sappiamo.

C’è la fase dell‘attesa, quella durante la quale sogni ad occhi aperti e ti abbandoni a fantasie dolcissime su che tipo di genitore sarai. Quella durante la quale pronunci un sacco di: “Mai” e di sentenze su tutto ciò che “quando si tratterà di mio figlio mi comporterò diversamente”.

Quella delle attese che saranno disattese, in pratica. Tutte, una alla volta, singolarmente.

Poi c’è la fase dell’accudimento che fa un po’ rima con esaurimento delle mamme, ma anche dei papà. Quella in cui ti ritrovi in un attimo a fare il genitore senza le istruzioni per l’uso e senza avere nemmeno un attimo per temporeggiare ancora. Né per dormire.

È la fase del sonno dei genitori, quella che comincia quanto tuoi figlio ha un giorno e non finirà mai più.

Poi ci sono i terrible two, temibile fase dei “No” pronunciati dai nostri figli senza che ci lascino nemmeno il tempo di spiegare loro cosa intendevamo

La fase dei pianti isterici perché ancora non sanno farsi capire, delle risposte ai “perché” ripetuti anche duecento volte al giorno.

Dei vizi e dei capricci, delle influenze del weekend, delle vacanze saltate all’ultimo minuto a causa dei microbi di tuo figlio.

Questa è la fase peggiore, però poi passa.

Poi crescono, pian piano, un giorno dopo l’altro, una scuola nuova dopo l’altra, i compiti, gli amichetti in casa, le gite, i pigiama party, le domande “scomode”, gli incontri e gli scontri e tutte quelle cose là che però ancora non conosco perché mio figlio ha solo cinque anni e mezzo.

Ma che mi fanno comunque paura. Tanto, anche se non abbastanza quanto l’adolescenza.

La vita di un genitore è una questione di fasi e per sopravvivere al quella attuale è godersela. Pensando che la successiva sarà peggiore.

Ceraunavodka
Ceraunavodka

Mi chiamo Lucrezia Sarnari, ho 34 anni e sono una giornalista. Sono nata nelle Marche, vivo a Perugia praticamente da sempre ma sogno di invecchiare in una metropoli. Nel 2013 è nato mio figlio Pietro e da quando sono mamma sono diventata più produttiva senza per questo riuscire ad essere più ordinata.
Da circa 10 anni lavoro nel settore della comunicazione, ho maturato esperienze come redattrice, ufficio stampa e social media manager. Da quando ho aperto il mio blog mi occupo in prevalenza di maternità, ma scrivo anche di cultura, design e lifestyle. Ho pubblicato articoli e interviste per diverse testate digitali e cartacee, sia locali che nazionali. Sono laureata in Conservazione dei beni culturali e iscritta all’albo dei giornalisti dal 2011. Ancora non ho deciso se vorrei rinascere nei panni di Joanne Rowling o in quelli di Kate Moss. Nel frattempo provo a godermi quelli del mio armadio.

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