Pericolo multitasking: crea ansia e depressione

Fare quattro o cinque cose assieme è oggi giorno una vera e propria abitudine: in ufficio, fra una telefonata, una e-mail e una veloce to do list, chi non da’ una sbirciatina sui social network, curiosando fra le ultimissime news del momento? Per non parlare poi di quando siamo a casa: mentre si gira la pasta e si telefona al pediatra, il piede culla il piccolo che cerca di addormentarsi nella carrozzina… insomma, un vero e proprio tour de force dalla mattina alla sera.

Il costo della modernità, verrebbe da dire, ma attenzione: tutta questa frenesia la paghiamo davvero cara. Secondo una recente ricerca dell’Università del Sussex  l’essere multitasking è molto dannoso, soprattutto quando a stimolare più attività contemporaneamente ci sono gli strumenti tecnologici (smartphone, pc, tablet, televisione,…). Ansia e depressione, ma anche carenza di concentrazione sarebbero le conseguenze del tech multistaking: detto in altre parole, nulla potrebbe essere più dannoso per il nostro cervello che fare tanto, insieme.

Per l’anno appena incominciato, quindi, poniamoci un nuovo e salutare proposito: il single tasking, tornare cioè a fare una cosa sola alla volta. Basterà, in definitiva, davvero poco per ridurre gli stimoli che ci spingono a essere sempre una super donna multitasking: se guardiamo la tv, lasciamo il cellulare in un’altra stanza, se navighiamo nel web non apriamo contemporaneamente troppo finestre e se siamo a casa, dedichiamoci alla famiglia, lasciando se possibile il lavoro fuori dalla porta…

Un buon proposito non impossibile da raggiungere, che migliorerà la nostra salute ed anche il nostro stile di vita: anno nuovo e… via libera al single tasking!

Valentina Oberti
Valentina Oberti

Laureata in Giurisprudenza, nutro uno spiccato interesse verso il mondo che ci circonda. Non ricordo cosa mi ha fatto sollevare il velo di Maya (la maternità, la maturità o il caso?) e scoprire l’importanza del mondo bio: ne è nata una passione, che da allora non si è più sopita e si è tradotta in attenzione alla qualità, provenienza e genuinità di tutto quanto passa sulla mia strada. Mamma, idealista ed ecologista, queste forse le tre parole che meglio mi descrivono.

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