Gabriella Poppiti, mamma single costretta a volare in Spagna per accedere alla PMA

Dopo aver conservato gli ovociti in Italia, Gabriella Poppiti ha affrontato la PMA in Spagna. La sua storia accompagna la campagna “PMA per tutte”.

Uso dell’AI: per la stesura o l’aggiornamento di questo articolo sono stati utilizzati strumenti di intelligenza artificiale. La redazione rivede il testo prima della pubblicazione e può correggere anche eventuali inesattezze.

09/10/2026

Gabriella Poppiti aveva congelato i propri ovociti in Italia a 37 anni.

Per diventare mamma, però, ha proseguito il percorso di procreazione medicalmente assistita in Spagna. Ha raccontato di aver preso 25 aerei, sostenuto oltre 30.000 euro di spese e affrontato sei tentativi senza esito positivo prima della gravidanza. Suo figlio Matteo è nato nel gennaio 2026.

La sua testimonianza è stata al centro dell’incontro “Madri per scelta (con la PMA all’estero)”, tenuto il 7 ottobre a Foqus, a Napoli, nell’ambito degli appuntamenti legati al congresso dell’Associazione Luca Coscioni.

Dagli ovociti conservati in Italia alla PMA in Spagna

Quando ha deciso di utilizzare gli ovociti crioconservati, Gabriella non ha potuto accedere alla PMA in Italia perché è una donna single. L’articolo 5 della legge 40 consente l’accesso alle tecniche alle coppie maggiorenni di sesso diverso, sposate o conviventi. Restano escluse le donne single e le coppie formate da due donne.

Per continuare il percorso, ha organizzato il trasferimento dei propri ovociti in una clinica spagnola.

Sono seguiti anni di viaggi, visite mediche e tentativi di fecondazione, lontano da casa e dai suoi affetti.

Sei transfer non hanno avuto esito positivo; il settimo ha portato alla gravidanza. La donna ha descritto anche il peso economico dell’esperienza e la sensazione di dover cercare in un altro Paese una possibilità che in Italia le era preclusa.

«Io sono una madre fuorilegge», ha detto durante l’incontro, riferendosi al fatto che Matteo è nato grazie alla PMA, alla quale lei non ha potuto accedere in Italia.

La richiesta della campagna “PMA per tutte”

Poppiti sostiene la campagna “PMA per tutte” dell’Associazione Luca Coscioni. Nel raccontare i 25 voli e le spese affrontate, ha chiesto alla politica di occuparsi delle limitazioni all’accesso alla PMA, perché altre donne non debbano seguire un percorso simile all’estero.

La campagna chiede di estendere l’accesso alle tecniche anche alle donne single e alle coppie di donne attraverso una proposta di legge di iniziativa popolare. Non si tratta di una modifica già approvata: secondo quanto comunicato dall’Associazione Luca Coscioni, la raccolta firme si sta avvicinando alle 50.000 sottoscrizioni necessarie per presentare la proposta in Parlamento.

Il nodo dell’accesso alla PMA in Italia

Nel caso di Poppiti, la possibilità di conservare gli ovociti in Italia non ha significato poterli utilizzare qui per la PMA. Da donna single, ha dovuto trasferirli in Spagna e affrontare lì i tentativi che hanno preceduto la nascita di Matteo. È questa la limitazione che la campagna chiede di cambiare: consentire anche alle donne single e alle coppie di donne di accedere alla PMA in Italia.

Uso dell’AI: per la stesura o l’aggiornamento di questo articolo sono stati utilizzati strumenti di intelligenza artificiale. La redazione rivede il testo prima della pubblicazione e può correggere anche eventuali inesattezze.

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