Nascite al minimo, l’età media delle donne al primo figlio raggiunge 32 anni, i dati ISTAT

Nel 2025 sono nati meno bambini e l’età media delle donne al primo figlio ha raggiunto 32 anni. Sul calo pesano anche generazioni meno numerose e le condizioni in cui si costruiscono i progetti familiari.

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23/10/2026

Nel 2025 in Italia sono nati 355.772 bambini, circa 14mila in meno rispetto all’anno precedente. Nello stesso anno, l’età media delle donne al primo figlio ha raggiunto per la prima volta i 32 anni. Sono due dati che descrivono un cambiamento importante, ma non spiegano da soli perché le nascite diminuiscono né cosa desiderano le singole persone. Le generazioni nell’età in cui si concentra la maggior parte delle nascite sono meno numerose delle precedenti. Il rapporto Istat invita a guardare anche alle condizioni in cui si costruiscono i progetti familiari.

Meno nascite e maternità più avanti con l’età

Il calo del 2025 è del 3,8% rispetto al 2024. Se il confronto parte dal 2008, anno in cui le nascite superavano le 576mila, la diminuzione arriva al 38,3%. È cambiata anche l’età: nel 2025 le donne hanno avuto il primo figlio, in media, a 32 anni, mentre l’età media al parto considerando tutte le nascite è stata di 32,7 anni.

La differenza tra questi indicatori è utile: il primo riguarda soltanto il primo figlio, il secondo tutte le nascite. Entrambi mostrano che la maternità tende a collocarsi più avanti nel tempo, ma non raccontano le ragioni delle scelte individuali.

Il dato medio non racconta un’unica esperienza

Nel rapporto, Istat richiama tra i fattori che possono contribuire al rinvio la precarietà lavorativa, le difficoltà abitative, percorsi di studio più lunghi e la fatica di conciliare occupazione e famiglia. A questi elementi si affiancano progetti di vita che non prevedono figli. La stessa media nazionale comprende quindi percorsi diversi: rimandare per scelta e farlo perché mancano condizioni favorevoli produce un effetto simile nei numeri, ma non descrive la stessa esperienza.

Un confronto per livello di istruzione mostra calendari differenti: l’età media al parto è di 34,9 anni tra le laureate e di 29,7 tra le donne con licenza media. Sono valori riferiti a tutte le nascite, non soltanto ai primogeniti, e non dimostrano che studiare impedisca di avere figli.

Che cosa misurano gli altri numeri sulla fecondità

Nel 2025 sono diminuiti sia i primogeniti, del 3,7%, sia i secondi figli, del 4,8%. Il dato segnala che la contrazione riguarda sia l’avvio sia la crescita delle famiglie, senza indicare da solo le motivazioni. Anche il numero medio di figli per donna, sceso a 1,14, fotografa la fecondità osservata in quell’anno: non è una previsione di quanti figli avrà ciascuna donna nell’arco della vita.

Per le nate nel 1976, una generazione che ha sostanzialmente concluso il periodo riproduttivo, Istat rileva che il 23% non ha avuto figli. Anche questo dato non distingue tra chi non li ha desiderati e chi non è riuscito ad avere figli. Inoltre, tra gennaio e luglio 2026, le nascite sono diminuite dell’1,1% rispetto agli stessi mesi del 2025: un dato provvisorio che indica una prosecuzione del calo, non una spiegazione delle sue cause.

Per chi desidera un figlio, restano nodi concreti trovare una casa adatta e conciliare lavoro e cura.

Redazione
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