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26/10/2026
Dal 1° gennaio 2027 i minori di 15 anni non potranno accedere ai social network in Grecia. Il Parlamento ha approvato il provvedimento dopo un dibattito acceso; la misura prevede controlli sull’età e sanzioni per le piattaforme che non si adeguano. In Italia, invece, non c’è ancora un divieto: il confronto parlamentare riguarda anche un possibile limite a 14 anni.
Che cosa prevede il divieto greco
La legge greca riguarda chi non ha ancora compiuto 15 anni e entrerà in vigore il 1° gennaio 2027. Le piattaforme dovranno introdurre meccanismi di verifica dell’età e sono previste sanzioni se non rispetteranno le regole. Il provvedimento è stato approvato con i voti della sola maggioranza conservatrice di Nea Dimokratia.
Il ministro greco della Governance digitale e dell’Intelligenza artificiale, Dimitris Papastergiou, ha definito la misura «efficace e necessaria» per contrastare la dipendenza dei minori dai social. Il provvedimento prevede inoltre l’adesione alla proposta di regolamento europeo nota come Kids Act, dedicata alla protezione dei minori online.
In Italia il limite a 14 anni è ancora una proposta
Il dibattito italiano si è riacceso dopo le devastazioni avvenute a Milano, istigate anche attraverso i social. Giorgia Meloni si è detta non contraria a un divieto per gli under 14. In Parlamento sono già state presentate proposte di legge sul tema, ma nessuna ha introdotto un divieto: l’iter di una proposta bipartisan depositata al Senato è fermo da giugno.
La senatrice Lavinia Mennuni, prima firmataria di quel testo, ha chiesto di riprendere il lavoro parlamentare e ha aperto alla possibilità di fissare il limite a 14 anni per favorire un’intesa tra forze politiche. Dall’opposizione, Marianna Madia ha annunciato che Casa Riformista presenterà un emendamento al decreto sicurezza e chiederà agli altri gruppi di sottoscriverlo. Si tratta di iniziative parlamentari, non di decisioni già in vigore.
In Italia i 14 anni sono già la soglia per prestare autonomamente il consenso al trattamento dei dati personali: al di sotto serve l’autorizzazione dei genitori. Questo criterio non equivale però a un divieto generale di accesso ai social. Resta da stabilire se le proposte diventeranno legge e quali modalità di verifica dell’età prevederanno.
Il confronto europeo e il nodo dei controlli
La Grecia è tra i primi Paesi dell’Unione europea a legiferare su un divieto di questo tipo. In Francia, dopo l’approvazione parlamentare di una misura per gli under 15, il Conseil Constitutionnel ha censurato l’articolo sul divieto di accesso: ha giudicato insufficienti le garanzie per la libertà di espressione e la privacy. Il presidente Emmanuel Macron ha chiesto al governo di riscrivere il provvedimento.
Per le famiglie italiane la distinzione, oggi, è concreta: il divieto greco ha una data di avvio, mentre in Italia non è stato approvato un limite generale di accesso ai social a 14 anni. Le proposte dovranno ancora essere esaminate, anche per definire come verificare l’età.




