EU Kids Act, limiti sui social per i minori: la proposta dell’UE

L’EU Kids Act dovrebbe portare limiti graduati per l’accesso dei minori a social, video, videogiochi e chatbot AI. Restano da definire soglie, verifica dell’età e controlli.

15/09/2026

La Commissione europea dovrebbe presentare il 17 settembre l’EU Kids Act, una proposta di legge per rafforzare la protezione dei minori online. Il provvedimento potrebbe riguardare social network, piattaforme di condivisione video, videogiochi online, chatbot basati sull’intelligenza artificiale e AI companion, progettati per simulare relazioni personali o affettive.

Non si tratta ancora di una norma approvata: dopo la presentazione, il testo dovrà essere negoziato da Parlamento europeo e Consiglio dell’Unione europea. L’applicazione non è attesa prima del 2027 e contenuti, soglie e modalità potrebbero cambiare nel corso dell’iter.

Accesso ai servizi: le fasce d’età da definire

Secondo il documento anticipato, il modello sarebbe graduato in base all’età e al livello di rischio dei servizi. Per le fasce più basse, però, il quadro non è ancora univoco: una delle ipotesi prevede che i bambini sotto i 3 anni non possano usare social e altri servizi classificati ad alto rischio, mentre tra 3 e 13 anni l’accesso sarebbe riservato a servizi pensati per i più piccoli e con supervisione adulta.

Altre indicazioni sulla proposta collegano invece ai minori di 13 anni il consenso dei genitori per aprire un account. Sarà quindi il testo legislativo a chiarire soglie, strumenti di controllo e perimetro effettivo dell’intervento.

Per la fascia tra 13 e 15 anni, le anticipazioni delineano un accesso limitato a social e piattaforme video, con controlli parentali più stringenti. Tra le misure ipotizzate figurano limiti ai contatti da parte di sconosciuti, agli orari di utilizzo e alle funzioni o ai contenuti disponibili. Dai 15 anni non sarebbe più richiesto il consenso dei genitori per creare autonomamente un account, mentre le aziende conserverebbero obblighi di protezione fino ai 18 anni.

Verifica dell’età e sicurezza progettata fin dall’inizio

Per applicare regole diverse in base all’età, le piattaforme dovrebbero adottare sistemi di verifica più affidabili della sola data di nascita dichiarata all’iscrizione. Tra le soluzioni considerate c’è uno strumento in fase di test che, in Italia, potrebbe essere integrato nell’IT-Wallet e nell’app IO: l’obiettivo sarebbe attestare l’età senza trasferire ai servizi tutti i dati contenuti nei documenti personali.

L’EU Kids Act punterebbe anche sulla sicurezza by design, cioè su servizi progettati con protezioni iniziali per bambini e adolescenti. Potrebbero essere limitati lo scrolling infinito, le notifiche create per richiamare l’utente nell’app e i meccanismi di ricompensa che incentivano interazioni ripetitive.

Feed più prudenti e impostazioni protette

Un capitolo riguarda i sistemi di raccomandazione, che scelgono i contenuti successivi in base a visualizzazioni, interazioni, cronologia e interessi dedotti. Per gli utenti minori, la proposta vorrebbe evitare che l’ottimizzazione del coinvolgimento porti verso sequenze di contenuti sempre più ristrette o estreme.

Le impostazioni iniziali potrebbero essere più conservative: contenuti privati per impostazione predefinita, contatti diretti degli sconosciuti disattivati e altre opzioni considerate rischiose non attive all’apertura dell’account. Il Digital Services Act, pienamente applicabile dal febbraio 2024, prevede già tutele per gli utenti più giovani; le linee guida del 2025 avevano indicato misure simili. Per famiglie e scuola, il punto concreto sarà capire quali strumenti saranno scelti per verificare l’età e come funzioneranno controlli e modalità di applicazione.

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