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25/10/2026
Dal 1° gennaio 2027 in Grecia i minori di 15 anni non potranno accedere ai social network.
La legge approvata dal Parlamento greco affida alle piattaforme il compito di verificare l’età degli utenti e prevede sanzioni fino al 6% del fatturato globale annuo per le aziende che non applicheranno le regole. Per le famiglie, il cambiamento non si limiterà a una nuova soglia anagrafica: saranno i servizi digitali a dover rendere effettivo il blocco.
Verifiche dell’età a carico delle piattaforme
Il divieto interessa servizi come TikTok, Instagram, Facebook e X. Le aziende dovranno introdurre controlli affidabili, non una semplice dichiarazione dell’età al momento dell’iscrizione. Potranno sviluppare sistemi propri oppure affidarsi a fornitori esterni, ma i controlli dovranno funzionare nell’uso quotidiano e ostacolare i tentativi di aggirare il blocco.
L’efficacia della legge dipenderà anche dalla qualità di questi strumenti. La verifica dovrà individuare chi è sotto la soglia prevista senza basarsi soltanto su un’età dichiarata dall’utente: una scelta che inciderà sull’accesso ai servizi online per ragazzi e adulti.
Nell’applicazione del divieto potrebbero avere un ruolo anche Kids Wallet e Gov.gr Wallet, due applicazioni statali greche. Il ministro della Governance digitale Dimitris Papastergiou ha spiegato che sono pensate per ridurre al minimo la raccolta di dati personali e tutelare la privacy. Le app utilizzano token di età per confermare quanti anni ha una persona: Kids Wallet permette ai tutori legali di limitare o bloccare l’accesso a determinate applicazioni, mentre Gov.gr Wallet conserva documenti d’identità digitali.
Sanzioni e obiettivi del divieto
Le aziende che non si adegueranno rischiano multe fino al 6% del fatturato globale annuo, secondo i meccanismi previsti dalla normativa europea sui servizi digitali. La misura riguarda quindi anche le responsabilità delle società tecnologiche: dovranno controllare l’accesso e adottare strumenti efficaci.
Il governo greco presenta il provvedimento come un intervento contro problemi che possono riguardare gli adolescenti, tra cui ansia, disturbi del sonno, isolamento e cyberbullismo. Non ci sono però prove scientifiche conclusive che dimostrino un nesso causale tra esposizione precoce ai social e conseguenze sulla salute mentale: l’obiettivo dichiarato della legge va distinto da un effetto già accertato.
Il dibattito europeo sulla verifica dell’età
La scelta greca si inserisce in un confronto più ampio. Almeno sette Paesi dell’Unione europea stanno valutando misure per limitare l’accesso dei più giovani ai social e introdurre controlli sull’età. La Commissione europea ha inoltre confermato di lavorare a una proposta per restringere l’accesso dei minori di 13 anni ai social e ad altri servizi digitali considerati potenzialmente rischiosi.
Il progetto europeo punta anche a integrare misure di sicurezza fin dalla progettazione delle piattaforme, compresi sistemi di verifica o stima dell’età, e a chiedere alle aziende di dimostrare che i prodotti sono sicuri per i più giovani. In Grecia, per famiglie e ragazzi conterà soprattutto come saranno realizzati i controlli e quale equilibrio troveranno tra efficacia e tutela dei dati personali.




