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Trasparenza editoriale: questo articolo è stato realizzato con il supporto dell’intelligenza artificiale, sottoposto a verifiche automatizzate delle informazioni e revisionato dalla redazione di Mamme.it.
04/11/2026
Solo il 39% degli studenti italiani tra gli 8 e i 16 anni si sente preparato alla vita dopo gli studi, contro il 46% della media europea. Il dato emerge dal Report GoStudent sul futuro dell’istruzione 2026 e racconta la percezione di ragazzi, genitori e insegnanti: non misura i risultati scolastici, ma quanto chi vive la scuola si senta pronto ad affrontare il futuro.
La scuola piace, ma convince meno sulla preparazione
Tra i genitori italiani, il 68% si dichiara soddisfatto della scuola frequentata dai figli. La fiducia nella sua capacità di prepararli al dopo-studi è però più contenuta: il 41% ritiene che lo faccia adeguatamente, contro una media europea del 45%.
Il rapporto, basato su un’indagine condotta in sei Paesi europei, ha raccolto le opinioni di 3.001 genitori e figli e di 300 insegnanti.
I dati italiani descrivono quindi aspettative e percezioni, non una valutazione degli apprendimenti o delle competenze effettivamente raggiunte. La differenza tra soddisfazione per la scuola e fiducia nella preparazione al futuro mette in luce due giudizi distinti, che non si escludono a vicenda.
L’intelligenza artificiale è usata, ma poco insegnata
La distanza tra pratica e formazione emerge anche sul tema dell’intelligenza artificiale. L’86% degli insegnanti italiani dichiara di usarla nel proprio lavoro, soprattutto per preparare lezioni e materiali didattici; il 69% dice di impiegarla nella didattica. Tra gli studenti, invece, solo il 17% ha ricevuto una lezione strutturata sull’argomento.
Il 61% dei docenti indica la mancanza di competenze professionali come principale ostacolo a un uso consapevole dell’IA, mentre quasi il 40% chiede percorsi formativi sistematici. Non si tratta soltanto di imparare a usare uno strumento: il report segnala anche la preoccupazione che gli assistenti virtuali distraggano gli studenti o li portino ad accettare risposte inesatte senza verificarle. Per il 44% degli insegnanti questo è un rischio.
Le competenze richieste da ragazzi, famiglie e docenti
Le priorità indicate dai partecipanti non coincidono del tutto.
Il 31% degli studenti vorrebbe studiare intelligenza artificiale e machine learning, mentre il 32% indica sviluppo tecnologico e realtà virtuale. Tra i genitori, il 40% segnala la cybersecurity; per il 30% dei docenti è importante la pianificazione finanziaria.
Gli insegnanti descrivono anche difficoltà quotidiane: il 44% segnala la comunicazione faccia a faccia e il 42% la fatica degli studenti a mantenere l’attenzione su un’attività per più di qualche minuto. Per il 72% dei docenti il proprio compito principale è accompagnare i ragazzi nel percorso di crescita; il 44% dichiara di offrire supporto per il benessere e il 40% aiuta a riconoscere disinformazione e notizie false online.
Per famiglie e scuola, il nodo che emerge dal sondaggio è concreto: molti insegnanti dichiarano di usare l’IA, ma pochi studenti riferiscono di aver ricevuto una lezione strutturata sul tema. Sono risposte che descrivono esperienze e percezioni, non misurano quanto ragazzi e ragazze sappiano usare questi strumenti.




