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26/09/2026
Kumiko Kosaka, ex suora cattolica giapponese di 51 anni, è stata condannata in Argentina a 20 anni di reclusione per abusi sessuali aggravati su minori e per aver coperto le violenze commesse da alcuni sacerdoti. Il caso riguarda l’Istituto Antonio Provolo di Mendoza, un collegio che ospitava bambini con disabilità uditive. La sentenza arriva dopo un nuovo processo nell’ambito del caso Provolo, emerso circa un decennio fa.
La condanna per gli abusi nell’Istituto Provolo
L’Istituto Antonio Provolo, da cui il caso prende il nome, era una struttura di Mendoza per bambini ipoudenti. Al suo interno le violenze sono proseguite per decenni prima di venire alla luce. Kosaka è stata condannata sia per abusi sessuali aggravati su minori sia per aver coperto gli abusi commessi da sacerdoti ospitati nello stesso collegio religioso.
La vicenda non ha riguardato soltanto l’ex suora. Nei procedimenti legati all’istituto sono state coinvolte anche altre persone che vi lavoravano: accanto agli abusi, le accuse hanno riguardato la complicità e l’insabbiamento delle violenze. La condanna a Kosaka è stata pronunciata in un nuovo giudizio, distinto da quello che aveva già portato a condanne nel 2019.
Le condanne del 2019 e il processo alle nove imputate
Nel primo processo, celebrato nel 2019, furono condannati due sacerdoti, un giardiniere e un ex corista. Le pene detentive andavano da dieci a 45 anni. Gli elementi emersi da quel procedimento portarono, nel 2023, a un secondo processo a carico di un gruppo di suore e di membri del personale femminile dell’istituto, accusati di complicità e di aver insabbiato gli abusi.
Le nove imputate, tra cui Kosaka, furono inizialmente assolte. A differenza delle altre, l’ex suora era accusata anche di abuso sessuale aggravato. Ad agosto la Corte Suprema della provincia di Mendoza ha annullato la sua assoluzione, dando luogo a un nuovo processo nei suoi confronti. Il nuovo giudizio si è concluso con la condanna a 20 anni: la decisione riguarda Kosaka, non le altre imputate assolte nel procedimento del 2023.
Le parole del padre di una vittima
Ariel Lizarraga, padre di una delle vittime, ha commentato la sentenza dicendosi soddisfatto di essere «riuscito a ottenere la giustizia che cercavamo per mia figlia e per tutte le altre vittime del caso Provolo».




