Jesi, bimba di 3 anni morta soffocata da un acino d’uva: i genitori acconsentono alla donazione degli organi

La bambina è morta dopo sei giorni di ricovero al Salesi di Ancona. I genitori hanno dato il consenso alla donazione degli organi; il sindaco di Jesi ha espresso il cordoglio della città.

01/10/2026

È morta a tre anni la bambina rimasta soffocata da un acino d’uva durante le Fiere di San Settimio a Jesi. Ricoverata per sei giorni all’ospedale pediatrico Salesi di Ancona, è deceduta il 29 settembre: il collegio medico ha accertato la morte alle 19.45. I genitori hanno espresso il consenso alla donazione degli organi. Secondo fonti ospedaliere, la loro volontà è offrire una speranza di vita ad altri bambini.

L’acino d’uva alle Fiere di San Settimio

Il pomeriggio del 23 settembre la bambina era con la famiglia nel centro di Jesi, tra le bancarelle della prima giornata delle fiere dedicate al patrono della città. Nei pressi dell’Arco Clementino, un acino d’uva le ha ostruito le vie respiratorie. La madre ha cercato di aiutarla e ha chiesto soccorso in mezzo alla folla. La piccola ha avuto un arresto cardiaco ed è stato dato l’allarme al 112.

Il venditore ambulante che aveva venduto l’uva alla madre ha ricordato quei momenti: la famiglia si era fermata sulle scalette dietro la sua bancarella quando la donna ha chiesto aiuto. «Ho ancora la pelle d’oca a ripensarci», aveva raccontato. L’allarme è scattato intorno alle 18.30-19.

I soccorsi e il ricovero al Salesi

Un medico che si trovava nella zona ha iniziato le manovre di rianimazione. Sono poi intervenuti i volontari della Croce Rossa, proseguendo i soccorsi durante il trasporto verso l’ospedale Carlo Urbani di Jesi. L’elisoccorso Icaro, decollato da Torrette, è atterrato davanti al pronto soccorso dell’Urbani per il trasferimento della bambina. Dopo la ripresa del battito, la piccola è stata intubata e portata d’urgenza al Salesi di Ancona.

Nel reparto di Rianimazione pediatrica le sue condizioni sono apparse subito estremamente gravi. È stata sottoposta a sedazione profonda, ventilazione meccanica e cure intensive, con prognosi riservata. Nei giorni successivi il quadro è stato descritto come stazionario, ma sempre gravissimo. Il decesso è stato accertato sei giorni dopo l’emergenza avvenuta alla fiera.

La scelta dei genitori e il cordoglio di Jesi

I genitori hanno dato il consenso alla donazione degli organi. Come riferito da fonti ospedaliere, desiderano trasformare il loro dolore in una possibilità di vita per altri bambini.

Il sindaco di Jesi, Lorenzo Fiordelmondo, ha affidato ai social il cordoglio della città. «La città intera si stringe attorno all’indicibile dolore di una famiglia», ha scritto, ricordando nel suo messaggio anche la scelta dei genitori di aiutare altri bambini.

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