Taranto, supplente condannata per l’uso di scotch sulla bocca e corde sugli alunni per tenerli fermi

Condannata una supplente di una scuola elementare in provincia di Taranto per l’uso di scotch e corde sugli alunni. Dovrà versare 5.000 euro a ciascuna famiglia.

01/10/2026

Una supplente di una scuola elementare in provincia di Taranto è stata condannata per episodi di violenza ai danni degli alunni.

La vicenda riguarda l’uso di nastro adesivo sulla bocca dei bambini e di corde per tenerli fermi.

Alla condanna si aggiunge una conseguenza economica per l’insegnante: dovrà versare 5.000 euro a ciascuna famiglia coinvolta.

La condanna della supplente nella scuola elementare

La donna lavorava come supplente in una scuola elementare della provincia di Taranto. I comportamenti per i quali è stata condannata riguardano gli alunni affidati alla scuola: non si tratta, dunque, di una vicenda esterna all’ambiente scolastico, ma di episodi che coinvolgono il rapporto tra un’insegnante e i bambini.

La condanna riguarda l’uso di scotch e corde sui piccoli alunni. Sono questi i comportamenti al centro del caso, insieme alla somma che la supplente dovrà corrispondere alle famiglie. La vicenda tocca così due aspetti distinti: quanto accaduto ai bambini nella scuola elementare e la conseguenza stabilita per ciascuna famiglia.

Scotch sulla bocca e corde per tenerli fermi

Secondo la ricostruzione degli episodi per i quali è arrivata la condanna, lo scotch veniva usato per tappare la bocca agli alunni. Le corde servivano invece a tenerli fermi, impedendo loro di muoversi. Il riferimento ai due oggetti descrive comportamenti diversi, entrambi rivolti ai bambini della scuola elementare.

Il fatto che la donna fosse una supplente colloca la vicenda nel contesto quotidiano della scuola, dove gli alunni erano affidati a un’insegnante. Al centro della condanna restano i gesti compiuti nei loro confronti, non una misura scolastica o una decisione che riguardi la classe nel suo insieme.

La somma destinata alle famiglie

Per le famiglie degli alunni coinvolti, la condanna ha anche una conseguenza concreta. La supplente dovrà versare 5.000 euro a ciascuna famiglia: l’importo è previsto per ogni nucleo familiare, non come somma unica da dividere tra tutti.

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