Smettere di fumare per i propri figli: perché chiedere aiuto può fare la differenza

13 maggio 2026 –

“C’è un regalo meraviglioso che puoi fare a tuo figlio: smettere di fumare.”

Con queste parole Carla Tomasini, conosciuta sui social come Pediatra Carla, ha affrontato un tema che tocca tantissime famiglie. Nel suo video, la pediatra ricorda una verità spesso sottovalutata: il fumo non è soltanto una cattiva abitudine, ma una vera dipendenza, difficile da combattere senza supporto.

Eppure, smettere è possibile. Oggi esistono percorsi dedicati, centri antifumo, supporto psicologico e anche farmaci che possono aiutare concretamente chi desidera liberarsi dalle sigarette. Tra questi c’è la citisina, recentemente resa rimborsabile dal SSN in specifici percorsi terapeutici.

La decisione di smettere di fumare nasce spesso da una motivazione profonda. Per molti genitori quella motivazione ha il volto dei propri figli.

Quando diventare genitori cambia le priorità

Molte persone raccontano che la nascita di un figlio rappresenta il momento in cui iniziano a guardare il fumo in modo diverso. Non si tratta più soltanto della propria salute, ma anche dell’ambiente in cui cresce il bambino.

Il fumo passivo, infatti, espone i più piccoli a sostanze tossiche che possono aumentare il rischio di infezioni respiratorie, asma, bronchiti, otiti e altri problemi di salute. Anche il cosiddetto “fumo di terza mano”, cioè i residui di sostanze chimiche che restano su vestiti, capelli, divani o superfici, può rappresentare un rischio soprattutto per neonati e bambini molto piccoli.

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Per questo molti genitori decidono di provarci davvero. Non solo per vivere più a lungo, ma anche per essere più presenti, più attivi e offrire ai figli un modello diverso.

Il fumo è una dipendenza: non bisogna affrontarlo da soli

Nel suo messaggio social, Pediatra Carla sottolinea un aspetto fondamentale: smettere di fumare è difficile e non bisogna vergognarsi di chiedere aiuto.

La dipendenza da nicotina coinvolge sia il corpo sia la sfera psicologica. Non è semplicemente una questione di forza di volontà. Proprio per questo, i percorsi più efficaci sono spesso quelli seguiti da professionisti.

Secondo la Fondazione Veronesi, i centri antifumo presenti sul territorio offrono un supporto multidisciplinare che può includere:

  • colloqui individuali;
  • sostegno psicologico;
  • terapie comportamentali;
  • monitoraggio medico;
  • eventuali trattamenti farmacologici.

L’obiettivo non è soltanto smettere di accendere la sigaretta, ma imparare a gestire l’astinenza, le abitudini quotidiane e i momenti di maggiore difficoltà.

Cosa sono i centri antifumo e come funzionano

I centri antifumo sono strutture specializzate che accompagnano le persone in un percorso personalizzato per smettere di fumare.

Generalmente il primo passo consiste in una valutazione iniziale, durante la quale vengono analizzate le abitudini del paziente, il livello di dipendenza dalla nicotina e la motivazione al cambiamento. Da lì viene costruito un programma su misura.

In alcuni casi il supporto può essere principalmente psicologico e comportamentale; in altri possono essere consigliati farmaci sostitutivi della nicotina o terapie specifiche.

Fondazione Veronesi ricorda che rivolgersi a questi centri aumenta sensibilmente le probabilità di riuscire a smettere in modo stabile rispetto al tentativo affrontato completamente da soli.

La novità della citisina gratuita tramite SSN

Negli ultimi giorni si è parlato molto della citisina, un farmaco utilizzato per il trattamento della dipendenza da nicotina.

Come spiegato da Fondazione Veronesi, la citisina agisce sui recettori cerebrali coinvolti nella dipendenza dalla nicotina, aiutando a ridurre il desiderio di fumare e i sintomi dell’astinenza.

La novità importante è che il farmaco è diventato rimborsabile dal Servizio Sanitario Nazionale all’interno di specifici percorsi antifumo. Questo significa che più persone potranno accedere a un supporto terapeutico senza dover sostenere costi elevati.

Naturalmente il trattamento deve sempre essere seguito da personale sanitario e inserito in un percorso strutturato.

Smettere di fumare: i benefici iniziano subito

Uno degli aspetti più incoraggianti è che i benefici dello stop al fumo iniziano rapidamente.

Già dopo poche ore diminuisce la presenza di monossido di carbonio nel sangue. Nel tempo migliorano respirazione, circolazione e capacità fisica, mentre si riduce progressivamente il rischio di malattie cardiovascolari, respiratorie e oncologiche.

Ma ci sono anche cambiamenti quotidiani che molti ex fumatori raccontano: più energia, meno affanno, una migliore qualità del sonno, odori e sapori più intensi.

Per un genitore, poi, c’è un beneficio ulteriore: sapere di aver creato un ambiente più sano per i propri figli.

“Non sei solo”: il messaggio che arriva ai genitori

Il messaggio lanciato da Pediatra Carla colpisce proprio perché evita giudizi e sensi di colpa. Riconosciamo quindi la difficoltà reale di smettere, ma parliamo anche della possibilità concreta di farcela.

“Il miglior regalo che puoi fare è un te stesso in salute per molti anni a venire”, spiega Pediatra Carla nel video.

Ed è forse questo il punto più importante: smettere di fumare non significa diventare perfetti da un giorno all’altro. Significa scegliere di provarci, magari più di una volta, sapendo che chiedere aiuto è parte del percorso.

Per molti genitori quella scelta nasce pensando al futuro: accompagnare i propri figli più a lungo, esserci nei momenti importanti, respirare insieme una vita più sana.

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