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03/10/2026
Tra gli studenti italiani di 14-17 anni, il 30,8% usa sigarette elettroniche: sono i prodotti più diffusi tra e-cig, tabacco riscaldato e sigarette tradizionali. Non tutti i dispositivi utilizzati contengono però nicotina. Due medici dello Staffordshire Children’s Hospital at Royal Stoke, William Carroll e Francesco Gilchrist, richiamano l’attenzione sui rischi dello svapo in adolescenza, dalla dipendenza ai disturbi respiratori.
Quanto è diffuso lo svapo tra gli adolescenti
Secondo l’Istituto superiore di sanità, il 37,1% degli studenti tra 14 e 17 anni fuma o svapa: oltre 851 mila ragazzi. Dopo le sigarette elettroniche, vengono i prodotti a tabacco riscaldato, usati dal 22,8%, e le sigarette tradizionali, al 22,3%. Alcuni adolescenti usano più prodotti. Il consumo è più frequente tra le ragazze, al 44,2%, rispetto ai ragazzi, al 30,3%. Tra chi usa e-cig, il 61,6% utilizza dispositivi contenenti nicotina.
Anche gli aromi contribuiscono all’attrattiva delle e-cig. Tra gli utilizzatori, l’80,8% sceglie gusti alla frutta; seguono quelli freschi o mentolati (30%), dolci o cremosi (25,4%) e ispirati a drink e bevande (24,6%). L’11,2% dichiara di usare liquidi con cannabidiolo, o Cbd.
In Italia la vendita ai minorenni di prodotti contenenti tabacco o nicotina è vietata. Eppure, secondo i dati dell’Iss, il 57,9% dei giovani consumatori di e-cig dichiara che un rivenditore non si è rifiutato di vendergliele. Per il tabacco riscaldato la quota è del 47,3%; per le sigarette tradizionali, del 44,2%.
Nicotina, dipendenza e disturbi fisici
In un articolo pubblicato su Nature, Carroll e Gilchrist spiegano che le sigarette elettroniche possono rilasciare nicotina a livelli paragonabili o superiori a quelli delle sigarette tradizionali. La nicotina crea dipendenza e può interferire con lo sviluppo cerebrale nell’adolescenza. Secondo i medici, in alcuni giovani desiderio compulsivo e sintomi di astinenza possono comparire anche dopo esposizioni occasionali.
Gli autori associano lo svapo in giovane età a tosse, fastidio al petto e respiro sibilante, oltre che a problemi di bocca e gengive, irritazione o secchezza degli occhi e condizioni allergiche. Segnalano inoltre che chi usa e-cig avrebbe una probabilità da due a dodici volte maggiore di iniziare a fumare sigarette tradizionali rispetto a chi non le usa.
Salute mentale e misure per i giovani
Carroll e Gilchrist richiamano anche associazioni tra uso di sigarette elettroniche e depressione, attacchi di panico, anedonia — la difficoltà a provare piacere — e ideazione suicidaria. Secondo gli autori, i giovani che svapano avrebbero quasi il doppio delle probabilità di riferire pensieri o comportamenti suicidari rispetto ai non utilizzatori. Queste associazioni non dimostrano che sia lo svapo a causare tali condizioni.
I due medici chiedono interventi più incisivi contro la diffusione della dipendenza da nicotina. Cina, Danimarca, Finlandia e Paesi Bassi hanno introdotto limiti alle e-cig aromatizzate; nel Regno Unito il governo ha lavorato al Tobacco and Vapes Act, che prevede restrizioni sulla vendita e regole più severe per pubblicità e promozione. Per famiglie e scuola resta concreto il divario tra il divieto di vendita ai minorenni e gli acquisti che molti ragazzi dichiarano di riuscire a fare.




