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16/10/2026
Da piccoli, i video dei baby influencer possono sembrare momenti divertenti della vita familiare.
Ma crescendo, i bambini possono non riconoscersi più nel personaggio nato sui social.
Una bambina di sette o otto anni e un dodicenne sono diversi da come apparivano nei primi video: se la loro quotidianità è diventata un contenuto ricorrente, potrebbero sentirsi spinti a riproporre una versione di sé che non gli appartiene più.
Quando la vita quotidiana diventa un copione
A differenza dei giovani attori di un film o di una serie, i bambini protagonisti dei profili familiari non interpretano un personaggio distinto: davanti alla telecamera portano la propria vita.
Colazioni, giochi e buonanotte possono diventare appuntamenti per chi segue il profilo. Il telefono, anziché conservare soltanto ricordi di famiglia, accompagna così momenti che altrimenti resterebbero privati.
Un bambino di tre o quattro anni può attirare l’attenzione con le sue facce buffe o con un discorso spontaneo.
Questo, però, non chiarisce se voglia essere filmato e vedere pubblicati quei momenti.
Quando le riprese diventano abituali, il confine tra spontaneità e messa in scena può assottigliarsi. Crescendo, il ragazzo o la ragazza potrebbe desiderare maggiore riservatezza e non riconoscersi nell’identità digitale costruita durante l’infanzia.
Crescere mentre il pubblico aspetta lo stesso personaggio
Le aspettative di chi guarda possono restare legate ai primi video, anche se il bambino cambia.
Ripetere davanti alla telecamera gesti e modi di fare dell’infanzia può allora diventare una parte da interpretare.
Chi gestisce il profilo potrebbe voler mantenere il formato che ha attirato attenzione, mentre il figlio non desidera più esserne protagonista.
Non ogni video familiare è costruito, né ogni minore vive questa esperienza allo stesso modo. La differenza sta tra condividere un ricordo e pubblicare con frequenza la crescita di un figlio. Una madre pubblicò un ultimo video con il figlio adolescente, dopo che lui aveva espresso la volontà di non comparire più nei suoi contenuti: una scelta che mostra quanto conti poter cambiare idea.
Lo sharenting è la condivisione online di foto e video dei figli. La proposta di legge sul tema risulta ferma; il Garante per la Privacy ha indicato la necessità del consenso di entrambi i genitori per pubblicare contenuti dei figli. Resta distinto il nodo della volontà dei bambini: per una famiglia, ascoltare un figlio che non vuole più apparire significa lasciare che la sua immagine online possa cambiare insieme a lui.




